Un dato statistico quasi beffardo nella notte del disastro di Milan-Benfica 0-2: gli attaccanti rossoneri di oggi steccano, una meteora del passato segna.
Milan e Juventus unite nel destino, anche per quanto riguarda un aspetto statistico quasi beffardo in un momento molto difficile delle rispettive stagioni. I rossoneri hanno inaugurato il loro percorso in Europa League con una pesante sconfitta a San Siro contro il Benfica (2-0 il risultato per i lusitani, mai vittoriosi nella loro storia contro il Diavolo). Questo significa, ovviamente, che gli attaccanti a disposizione di Ruben Amorim ancora una volta non hanno fatto gol. Qualche vecchia conoscenza dei tifosi meneghini, però, ha provveduto nelle stesse ore.
Tammy Abraham, meteora rossonera nella stagione 2024-2025, è infatti sceso in campo proprio mercoledì nella partita che il suo Aston Villa ha giocato sul campo del Coventry per la Carabao Cup (la Coppa di Lega inglese). Ebbene: l’inglese classe 1997 ha messo a segno addirittura una doppietta, che ha aperto e chiuso il 3-1 con cui i Villans hanno vinto la loro partita. Un problema che inizia ad essere ricorrente per il Milan, che in quattro partite di Serie A ha visto un solo gol segnato da un centravanti: Gonçalo Ramos, molto deludente contro i suoi ex compagni al Benfica. Le altre reti in campionato portano le firme di Cissé (2), Moreira e Rabiot, che attaccanti non sono. Peggio però va alla Juventus, ancora ferma a 0 marcature delle sue punte. Intanto, però, proprio mercoledì ha segnato ancora una volta Jonathan David.
Sul fronte juventino, il paradosso è ancora più bruciante. Mentre i bianconeri non riescono a trovare il gol dalle proprie punte in campionato — con le reti finora firmate dall’esterno Zhegrova (2), dai difensori Bremer e Gatti e dai centrocampisti Koopmeiners e Nico Gonzalez — i grandi nomi ceduti in estate stanno brillando altrove. Jonathan David, trasferitosi in prestito all’Atletico Madrid il 1° settembre, ha già segnato due gol in altrettante presenze in Liga: dopo la rete al debutto sul campo della Real Sociedad, ha aperto le marcature nel 4-0 interno contro l’Osasuna. Un avvio che stride con gli appena 8 gol realizzati in 36 presenze complessive con la Juventus in Serie A.
Ancora più imbarazzante, per i tifosi bianconeri, il rendimento di Dusan Vlahovic al Besiktas di Vincenzo Italiano: quattro reti in tre partite di SuperLig, tra cui una tripletta nella vittoria per 6-2 contro il Corum e il gol decisivo nel derby di Istanbul vinto per 2-1 sul Fenerbahce di Milan Skriniar. Sullo sfondo della rinascita di David resta però un dettaglio di mercato rilevante per la Juventus: nell’accordo che ha portato il canadese in Spagna è stato inserito un diritto di riscatto da 25 milioni di euro in favore dell’Atletico Madrid. Per i bianconeri, uno scenario in cui i Colchoneros decidessero di esercitare l’opzione rappresenterebbe comunque un esito positivo, trasformando una cessione in prestito in un’entrata concreta nelle casse societarie. Milan e Juventus, dunque, accomunate non solo dalle difficoltà offensive, ma anche dall’amaro spettacolo offerto dai propri ex attaccanti sotto porta.
La sconfitta contro il Benfica ha peraltro messo in luce tutte le fragilità di un Milan ancora lontano dai livelli auspicati in estate. Le reti di Lukebakio al 16′ e Kaminski al 53′ sono arrivate entrambe dopo errori individuali o collettivi, con Amorim che ha pagato a caro prezzo alcune scelte di formazione discutibili. La più criticata è stata quella di schierare Filippo Terracciano nel terzetto difensivo al fianco di De Winter e Pavlovic: l’ex Verona non giocava da titolare con il Milan dal 29 dicembre 2024. A centrocampo, una palla persa da Jashari aveva già rischiato di costare cara prima del vantaggio ospite, con Sudakov che aveva centrato il palo. Tra le poche note positive della serata si è invece distinto ancora una volta Alphadjo Cissé, il giovane classe 2006 nato a Treviso da genitori originari della Guinea, già nel mirino del ct della Nazionale Roberto Mancini.