Il Milan si squaglia a San Siro: Amorim sbaglia tutto, il Benfica passa 2-0

Articolo di Marco Enzo Venturini

Lukebakio al 16' e Kaminski al 53' firmano il 2-0 per il Benfica, mai vittorioso contro il Milan: troppi gli errori dei rossoneri, Amorim incluso.

Milan disastroso a San Siro, dove il Benfica ha vinto per 2-0 senza che i rossoneri abbiano mai dato la reale impressione di poter raddrizzare una serata nata male e finita peggio. Diverse le scelte di formazione adottate da Ruben Amorim che non hanno pagato: le reti di Lukebakio al 16′ e Kaminski al 53′ arrivano entrambe dopo errori individuali o di squadra. La formazione di Lisbona produce la prima sconfitta stagionale per i rossoneri, che torneranno in campo tra un mese a Salisburgo consapevoli di dover già vincere per forza.

Amorim ha sorpreso tutti sin da prima del fischio d’inizio, schierando Filippo Terracciano a completamento del terzetto difensivo con Koni De Winter e Strahinja Pavlovic: l’ex Verona e Cremonese non giocava da titolare per il Milan dal 29 dicembre 2024. A centrocampo spazio a Jashari, una cui palla persa ha permesso a Sudakov di andare al tiro centrando il palo. Il vantaggio del Benfica si era già concretizzato al 16′, con un’azione in solitaria di Lukebakio su cui Bartesaghi si è fatto trovare impreparato e anche lo stesso Jashari è parso piuttosto svagato.

Sin dal primo minuto della ripresa Amorim ha provato a correre ai ripari, lasciando negli spogliatoi Terracciano e Hutchinson e sostituendoli con Pulisic e Gila. Peccato che quest’ultimo si sia rivelato correo del raddoppio del Benfica, realizzato al 54′ da Kaminski con l’ex Lazio immobile al pari di Pavlovic e De Winter. Il belga, peraltro, si era fatto notare qualche minuto prima per aver sparato alle stelle un facile tap-in dopo una conclusione di Cissé, ancora una volta tra le note meno stonate di un Milan che resta ben lontano dai grandi livelli auspicati in estate.

Le responsabilità di Amorim spiccano ancora di più assistendo al finale di partita: tra le migliori occasioni del Milan nel secondo tempo spiccano le due costruite da Pulisic, lasciato come detto inizialmente in panchina, e alcune iniziative di Saelemaekers. Quest’ultimo, a sua volta, era entrato in campo solo verso l’ora di gioco al posto di Bartesaghi. Nel primo tempo ci avevano provato solo Terracciano, con una conclusione dalla distanza, e Jashari dal limite dell’area a pochi minuti dall’intervallo.

Una serata amara che stride con le ambizioni dichiarate alla vigilia dallo stesso Amorim. Il tecnico portoghese, in conferenza stampa, aveva alzato l’asticella senza mezzi termini: “Voglio portare il Milan fino in fondo, almeno in finale”, aveva detto, aggiungendo che “ogni competizione va giocata con l’obiettivo di vincerla”. Parole che ora rischiano di trasformarsi in un boomerang, alla luce di una prestazione che ha evidenziato fragilità difensive e una mancanza di compattezza preoccupante proprio contro un avversario, il Benfica, che Amorim conosce bene per il suo passato da calciatore e per il legame con il presidente Rui Costa.

Va detto che la scelta di schierare una formazione largamente rimaneggiata era stata annunciata e in parte giustificata dalla necessità di gestire le energie in vista degli impegni di campionato. La panchina rossonera, ricca di nomi di qualità come Modric, Rabiot, Saelemaekers e Loftus-Cheek, testimonia la profondità di una rosa costruita per competere su più fronti. Tuttavia, la gestione del reparto difensivo rimane un tema aperto: dietro al terzetto titolare composto da Gila, De Winter e Pavlovic le alternative sono limitate, e la serata di Terracciano non ha certo contribuito a dissipare i dubbi su questa zona del campo.

Il ko contro il Benfica arriva in un momento già non brillantissimo per i rossoneri, reduci da due pareggi consecutivi in campionato contro Juventus e Lazio. In classifica il Milan si trova nel gruppo delle squadre al quarto posto con 7 punti, alle spalle di Roma, Inter e della stessa Lazio, tra le sorprese di questo avvio di stagione. La sconfitta europea rischia dunque di pesare ulteriormente sul morale di una squadra che, dopo un inizio di stagione quantomeno promettente, ha visto la critica iniziare a storcere il naso già dopo il rocambolesco pareggio con i biancocelesti.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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