Da allenatore portò la Bulgaria fino alle semifinali del Mondiale del 1994.
È morto Dimitar Penev, l’allenatore bulgaro che guidò la nazionale del suo Paese fino alle semifinali dei Mondiali del 1994 negli Stati Uniti: a fermare la corsa dei balcanici, che nelle loro fila annoveravano tra gli altri Stoickhov, Balakov e Kostadinov, fu l’Italia di uno scatenato Roberto Baggio, a segno con una doppietta in cinque minuti. Gli Azzurri poi persero in finale con il Brasile di Dunga, Romario e Bebeto.
La Federazione calcistica bulgara ha annunciato la scomparsa di Penev sabato, precisando che è morto dopo una lunga malattia. Aveva 80 anni. Eletto miglior allenatore bulgaro del XX secolo, Penev è considerato una delle figure più celebri nella storia del calcio bulgaro.
Il quarto posto ottenuto dalla Bulgaria ai Mondiali del 1994 resta il più grande risultato di sempre per la nazionale. Il cammino si fermò in semifinale con la sconfitta per 2-1 contro l’Italia, seguita poi dal ko contro la Svezia nella finale per il terzo posto.
Ritenuto uno dei migliori difensori del suo Paese, Penev ha disputato 364 partite di campionato e segnato 25 gol con il CSKA Sofia. In carriera ha conquistato 13 trofei nazionali ed è stato eletto per due volte miglior calciatore bulgaro nel 1967 e nel 1971, anno segnato dalla tragica morte del bomber suo connazionale Georgi Asparuhov.
Con la nazionale Penev ha collezionato 90 presenze e ha rappresentato la Bulgaria in tre Coppe del Mondo (1966, 1970 e 1974). Dopo il ritiro da calciatore nel 1977, ha intrapreso la carriera di allenatore.
Un mese fa suo nipote Ljuboslav, ex attaccante della nazionale bulgara e di svariati club, è stato ricoverato d’urgenza in una clinica oncologica in Germania a causa di una grave patologia e la moglie ha lanciato un appello per raccogliere fondi necessari per le difficili cure.