La gara valida per l'andata degli ottavi di Champions League termina con una sconfitta pesantissima per gli orobici: 1-6 il risultato finale.
Il calcio italiano è a novanta minuti dal perdere l’ultima rappresentante ancora in corsa in Champions League: è finita infatti con una clamorosa sconfitta per 6-1 la gara dell’Atalanta per il Bayern Monaco, che ha ipotecato già a Bergamo il passaggio ai quarti. Serata negativa, per gli orobici, sin dall’inizio: la squadra di Palladino non è stata mai in partita e, anzi, nel finale ha anche rischiato di subire il settimo gol prima di trovare, a ridosso del triplice fischio, il gol della bandiera.
Il primo gol arriva al 12′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo: Gnabry ha tutto il tempo di servire Stanisic, che con un piattone ravvicinato porta avanti i suoi. Fra il 22′ e il 25′ arrivano altri due gol: uno lo realizza Olise, che scarica una conclusione imprendibile per Carnesecchi, mentre l’altro porta la firma di Gnabry, che riceve palla da Olise e trafigge ancora la porta della squadra di casa. Alle corde, l’Atalanta rischia il crollo definitivo già nel finale di tempo (un imprendibile Gnabry crea troppi grattacapi ai nerazzurri), ma all’intervallo si va sul 3-0.
Nella ripresa non cambia l’atteggiamento volitivo dei bavaresi: una velocissima azione corale manda in gol Jackson al 52′, mentre al 64′ Olise fa doppietta personale con una bordata mancina dal limite. Tre minuti dopo arriva anche la sesta rete: la mette a segno Musiala, entrato a inizio secondo tempo per Gnabry, su assist di Jackson a porta praticamente vuota. Arrivano altre occasioni, sempre per il bayern: al 75′ Djimsiti salva a porta sguarnita, un minuto dopo Upamecano colpisce il palo.
Nel finale tre diffidati vengono ammoniti (Olise e Kimmich per il Bayern, Musah per l’Atalanta) e salteranno la gara di ritorno all’Allianz Arena in programma mercoledì 18, mentre al 93′ arriva la rete della bandiera, messa a segno da Pasalic nell’unico momento di distrazione degli ospiti. Il gol, però, non cambia di molto la sostanza: la gara di ritorno avrà ben poco da dire, al netto di un vero e proprio miracolo sportivo.