Non si è fatta attendere la replica del massimo dirigente del calcio mondiale alle critiche piovutegli addosso negli ultimi giorni.
“Nessun ultimatum, solo l’inizio di un democratico processo di consultazione”. Sono queste le parole che Gianni Infantino ha pronunciato in un video pubblicato sul proprio profilo Instagram, in un post realizzato in collaborazione con la pagina social della FIFA, per replicare alle critiche piovutegli addosso negli ultimi giorni dopo l’intenzione, rivelata da un’inchiesta del ‘Times’, di vendere parte del valore dei Mondiali di calcio e degli eventi targati FIFA a società private.
“FIFA Forward Enterprise è una proposta, un’opportunità: non un obbligo, perché come ho detto abbiamo solo dato il via al processo di consultazione – ha spiegato Infantino -. Se, e solo se, sarà approvato dalla maggioranza delle 211 federazioni e dal Consiglio della FIFA, allora sarà attivato il piano di consolidamento della parte commerciale e dell’organizzazione degli eventi”.
“L’idea – ha aggiunto il massimo dirigente del calcio mondiale – è quella di commercializzare e organizzare tutte le competizioni FIFA, molto semplicemente, gestendo sponsor, diritti tv, licenze e nuovi possibili accordi a beneficio di tutte le federazioni che fanno parte della FIFA, sbloccando un valore che in precedenza non eravamo in grado di intercettare”.
“Questa proposta sbloccherebbe il potenziale del nostro sport in ogni angolo del mondo, senza distinzione fra calcio maschile, femminile o giovanile – ha affermato ancora Infantino -. Soltanto nel prossimo ciclo la distribuzione dei proventi salirebbe dagli auutali 8 milioni di dollari per ogni federazione a 20 milioni di dollari, con la possibilità di accesso a ulteriori 20 milioni attraverso un altro programma, il FIFA Fast Forward Programme, portando la cifra a 40 milioni complessivi per il prossimo ciclo”.
“Stiamo parlando dell’opportunità di mettere il turbo allo sviluppo del calcio a livello globale, ma di nuovo: è solo un’offerta, non un obbligo. Ciascun membro può scegliere liberamente” ha poi concluso Infantino, che però si è fermato soltanto alle cifre evitando l’argomento Donald Trump.
Resta infatti sullo sfondo la figura del presidente degli Stati Uniti, coinvolto indirettamente nella vicenda visto che la famiglia del genero Jared Kushner, in particolare il fratello di quest’ultimo Joshua, sarebbe coinvolta nell’operazione di vendita di una parte sostanziale del valore degli eventi FIFA, primo fra tutti il Mondiale di calcio.