L'Olimpia Milano è campione d'Italia

Trento si arrende in una gara-6 senza storia: scudetto numero 28 della storia.

L’urlo biancorosso al PalaTrento, l’urlo tricolore. L’Olimpia Milano è campione d’Italia, conquista il suo 28° scudetto, dominando la sesta partita (96-71) e replicando così il 4-2 esterno di due anni fa, quando la festa arrivò a Reggio Emilia. Non c’è stata partita in questo ultimo episodio della finale: la Dolomiti Energia Trento era sulle gambe e la formazioni di Pianigiani ha affondato subito il colpo, non permettendo ai padroni di casa di mettere mai paura o in discussione il risultato, come solitamente fanno le grandi squadre. Quella che questa EA7 non è mai stata in stagione, prima di riuscire a cambiare marcia nei playoff, soprattutto sul lato difensivo e come lavoro di squadra.

Poi, ovviamente, sono servite le giocate dei campioni, di Goudelock(la cui stoppata su Sutton in gara 5 resterà l’emblema della finale e della stagione) di Micov, così come il killer instinct di Jerrells o il dominio sotto le plance di Gudaitis, quello che è probabilmente l’MVP stagionale dei biancorossi. Ma, su tutti, è obbligatorio citare capitan Cinciarini: per tutta la stagione ha sempre dato quel qualcosa in più alla squadra, sotto il profilo della grinta, del carattere e della leadership. E, ovviamente, l’applauso è anche per Pianigiani, spesso criticato (anche su queste pagine), ma capace di far crescere la squadra e di farla arrivare in forma nel momento decisivo, cioè i playoff.

Inizia forte la squadra biancorossa, con i cinque punti di Goudelock ed un muro difensivo, scappando sul +8 dopo 3’ ma, dopo il timeout di Buscaglia, i padroni di casa rispondono con un 13-2 e si portano avanti, con Sutton e Shields. La mano dall’arco milanese è, però, incandescente e la reazione immediata: l’asse vincente Jerrells-Gudaitis e le triple di quattro giocatori diversi fanno volare l’Olimpia in doppia cifra di vantaggio (20-30 al 12’). La difesa milanese, con il supporto di un ottimo Abass, allunga le mani sul match, mentre Bertans e Goudelock firmano il +19 a 3’ dall’intervallo lungo. L’Aquila mette in campo le residue energie rimaste nel terzo periodo e si riavvicina, ma i biancorossi restano attorno alla doppia cifra di vantaggio, rispondendo sempre nei momenti chiave. E, nel quarto periodo, i canestri di Gudaitis e le triple di Kuzminskas mettono la parola fine. E può esplodere la festa. 
Articolo in collaborazione con Basketissimo.com

Goudelock Olimpia Milano

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