La situazione del basket nella Capitale sta assumendo contorni sempre più paradossali.
La situazione del basket romano sta assumendo contorni sempre più paradossali. L’annuncio del possibile ingresso di una squadra della Capitale in Eurolega apre infatti un interrogativo tutt’altro che secondario: quale Roma sarà realmente protagonista? Da una parte c’è il progetto guidato da Nelson, che dispone del titolo sportivo ma non di un impianto adeguato; dall’altra la cordata capitanata dall’imprenditore americano Paul Matiasic, che ha conquistato la gestione del PalaEur ma non possiede ancora una squadra. In mezzo resta la Virtus Roma, osservatrice interessata di un panorama in continua evoluzione.
Dopo anni di difficoltà e ridimensionamenti, il basket capitolino vive oggi una fase di straordinaria vivacità. Roma sembra essere diventata improvvisamente una piazza strategica per investitori internazionali intenzionati ad ampliare la propria presenza nel panorama cestistico europeo. La candidatura più solida sul fronte infrastrutturale appare quella di Matiasic, che con un’importante operazione economica si è assicurato il controllo del PalaEur e avrebbe già individuato in Ettore Messina il possibile punto di riferimento tecnico del progetto.
L’avvocato di San Francisco ha scelto di non rilasciare dichiarazioni fino alla conclusione dei playoff di Serie A, per evitare interferenze con le squadre ancora impegnate nella corsa al titolo. Tuttavia il suo riserbo non è bastato a fermare indiscrezioni e speculazioni che stanno alimentando preoccupazioni in diverse piazze storiche, coinvolte in una sorta di complesso risiko del basket italiano, dove equilibri e gerarchie potrebbero cambiare rapidamente.