Per la Fortitudo Bologna, la sconfitta di Verona non ha rappresentato soltanto la fine dell’annata, ma anche la conclusione di un ciclo iniziato tre anni fa con l’arrivo di Stefano Tedeschi e Attilio Caja
Nel basket il futuro arriva sempre in fretta: il tempo di chiudere l’ultima partita della stagione e si pensa già alla prossima. Per la Fortitudo Bologna, la sconfitta di Verona non ha rappresentato soltanto la fine dell’annata, ma anche la conclusione di un ciclo iniziato tre anni fa con l’arrivo di Stefano Tedeschi e Attilio Caja. Un periodo che ha riportato maggiore stabilità dopo le difficoltà del passato, senza però riuscire a centrare il salto di categoria.
La promozione è sfuggita tra episodi controversi, stagioni complicate dagli infortuni e mesi finali pieni di tensioni. Eppure la piazza bolognese non ha mai fatto mancare il proprio sostegno: anche dopo l’eliminazione, il pubblico ha salutato squadra e staff con applausi, riconoscendo il valore di una stagione tanto sfortunata quanto combattuta.
Sul fronte societario, stando a quanto riporta Bologna Basket nelle prossime settimane è prevista una redistribuzione delle quote che porterà Matteo Gentilini a detenere la maggioranza assoluta del club. Intanto Rossano Guerri, attuale vicepresidente del Consorzio, sta già lavorando ai primi contatti con procuratori e giocatori per costruire la squadra del 2026/27.
Sono destinati a lasciare sia Caja sia Marco Portaluppi. Per il ruolo di general manager nelle ultime settimane è circolato il nome di Patricio Prato, mentre per la panchina il ballottaggio sarebbe tra Demis Cavina, ancora sotto contratto con Scaligera Basket Verona, e Luca Bechi, recentemente liberato dalla Ju.Vi. Cremona, col primo favorito.