Venezia strapazza Milano: Neven Spahija l’aveva già previsto

Articolo di Marco Enzo Venturini

Il fondamentale 109-97 sull'Olimpia Milano non stupisce coach Spahija, già certo nel pregara della crescita della sua Reyer Venezia.

Neven Spahija esulta per il fondamentale 109-97 della sua Reyer Venezia, che battendo al PalaTaliercio l’Olimpia Milano ha trovato il modo di prolungare la serie che vale lo scudetto almeno fino a Gara 4. Un grande exploit, che il coach orogranata ha inquadrato nelle dichiarazioni a caldo di fine partita. “Siamo riusciti a recuperare energie e abbiamo presentato una buona difesa. Lo avevo detto già nell’intervista pregara che la situazione era questa”, ha gongolato il tecnico croato.

“Non c’è bisogno di ricordare quanto talento abbia l’Olimpia Milano, è enorme. Ma quando la Reyer Venezia riesce a spingere per tutti i 40 minuti, le cose vanno come è successo nel terzo quarto”, ha aggiunto Spahija in riferimento al 36-19 dei suoi in quello specifico parziale. “I ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro questa sera, e voglio complimentarmi con loro. Abbiamo messo in campo quello che ci era mancato nelle prime due partite, energia e difesa”.

Una vittoria che assume un sapore ancora più speciale se si considera il contesto da cui arrivava la Reyer. Dopo il pesante 2-0 maturato al Forum — con le sconfitte per 100-80 in Gara 1 e 92-79 in Gara 2 — Spahija aveva ammesso pubblicamente le difficoltà dei suoi, denunciando una stanchezza profonda e strutturale: “Nelle rotazioni non abbiamo 12 uomini ma 6/7 che fanno davvero il gioco”. Parole che rendono ancora più significativa la prestazione offerta questa sera al PalaTaliercio.

La risposta era stata preparata con cura già alla vigilia, quando il coach croato aveva individuato con precisione i mali da correggere: “Nelle prime due sfide ci è mancata energia e siamo stati deficitari per quel che riguarda l’aggressività, un aspetto fondamentale su cui dobbiamo assolutamente migliorare”. Spahija aveva anche voluto rendere omaggio al pubblico veneziano, sottolineando quanto il fattore campo potesse fare la differenza: “Voglio ringraziare di cuore la gente che è venuta fino a Milano e che dal primo all’ultimo minuto non ha mai mollato”.

Sugli spalti del PalaTaliercio, a caricare ulteriormente l’ambiente, c’era anche Federica Pellegrini, che ha raccontato le sue emozioni a ‘Sky Sport‘: “È una bella gara. Ce la stiamo giocando fino alla fine. Quindi sono contenta. Mi sto divertendo un sacco. A me i rush finali piacciono molto. Poi è una gara strana. Nessuno ci aspettava, però siamo qui. Quindi ce la giochiamo fino alla fine”. La regina del nuoto ha anche sottolineato la differenza rispetto al tifo che conosce meglio: “Capisco che in una partita che si gioca fuori dall’acqua, ovviamente, questo rumore di sottofondo dia una carica incredibile”.

Il cammino che ha portato la Reyer a questa finale è stato lungo e logorante, e spiega in parte la stanchezza denunciata nelle scorse settimane. Gli orogranata hanno avuto la meglio sulla Derthona Tortona solo nella decisiva Gara 5 al PalaTaliercio, per poi eliminare la Virtus Bologna campione in carica in una semifinale combattutissima. Proprio contro le ‘Vu Nere’, Venezia ha tirato fuori il meglio di sé: Amedeo Tessitori nella decisiva Gara 4 ha messo a segno 22 punti, contribuendo alla clamorosa rimonta del quarto periodo in cui la Reyer ha segnato 33 punti negli ultimi dieci minuti per ribaltare uno svantaggio di dieci lunghezze. Una squadra, dunque, abituata a non mollare mai, e che questa sera lo ha dimostrato ancora una volta.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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