Conto alla rovescia per Milano-Cantù, non un match come gli altri nella storia del basket
Conto alla rovescia per Milano-Cantù, non un match come gli altri nella storia del basket come sottolineato ai microfoni di Sportal.it da Carlo Recalcati, per tutti Charlie, ex ct della Nazionale italiana legato per motivi diversi ad entrambe le squadre “Da milanese ho conosciuto il basket delle Scarpette Rosse, sono nato tifoso dell’Olimpia e quando sono diventato avversario non era banale. Mi capitava di giocare contro gli idoli della mia infanzia. La rivalità si è accesa quando Cantù ha iniziato a vincere: prima Milano vedeva Cantù dall’alto, ma quando abbiamo vinto il primo scudetto il valore è cresciuto e siamo stati ad armi pari fino agli anni ’80. È sempre stata una rivalità molto sentita tra i tifosi. È difficile farlo capire ai giocatori di oggi: non è una partita come le altre. Però ogni giocatore, anche da ragazzino, ha vissuto un derby nella sua vita e quella parola non è una dicitura a caso. Chi ha fatto sport deve capirlo”.
Per Recalcati il pronostico è aperto: “Non è scontato che vinca Milano, anche alla luce di quanto visto all’andata, dove Cantù ha dimostrato di potercela fare. Milano deve fare sempre i conti con gli impegni di Eurolega e le rotazioni del roster. Sulla singola partita può succedere di tutto e troverà una Cantù pronta. Non so quanto possa aver influito la sosta: è arrivata dopo la grande partita con Trento e forse per i ragazzi di De Raffaele sarebbe stato meglio giocare subito. È difficile prevedere quale Cantù andrà in campo, ma è una squadra in ripresa”.
L’ottantenne coach meneghino ha fatto anche un bilancio stagionale: “La salvezza Cantù deve ancora guadagnarsela, però l’ultima vittoria aumenta l’ottimismo. Mi aspettavo un campionato di sofferenza: non ho mai dubitato però che si sarebbe salvata e ora i segnali sono positivi. Su Milano diventa difficile fare pronostici. In Eurolega le aspettative erano per un percorso migliore: ci si aspettava almeno i playoff. Può succedere ancora di tutto, Milano può e deve vincere anche se potrebbe non bastare. La cosa peggiore sarebbe non potersela nemmeno giocare e dover tirare i remi in barca”.
Chiosa sulla panchina di Milano: “Le dimissioni di Messina non erano ipotizzabili. Poeta come successore però era scritto, si è solamente anticipato qualcosa che sarebbe successo l’anno prossimo. Ha tutto per assolvere un impegno così gravoso: intelligenza, capacità ed empatia. Io lunedì sarò combattuto, perché avrò due amici sulle due panchine”, ha concluso Recalcati.