La Virtus Bologna rinasce contro Venezia in Gara 2: Nenad Jakovljevic sa perché

Articolo di Marco Enzo Venturini

Il netto 98-79 arriva dopo il clamoroso ko nel precedente scontro con la Reyer Venezia: coach Nenad Jakovljevic mette al microscopio la Virtus Bologna.

La Virtus Bologna si mette alle spalle la disastrosa Gara 1 delle semifinali playoff strapazzando la Reyer Venezia con il risultato di 98-79 in Gara 2. Una bella rivincita per le ‘Vu Nere’ e per il loro coach Nenad Jakovljevic, che nel dopopartita non si è nascosto. “Rispetto a Gara 1 abbiamo giocato con maggiore determinazione, oltre che con disciplina per quasi tutti i 40 minuti – ha affermato -. A livello di squadra siamo riusciti a essere più coesi e decisi in difesa, mentre in attacco abbiamo cercato sempre di fare un passaggio in più invece che un palleggio in più”.

Una reazione che era diventata assolutamente necessaria dopo il pesante 83-91 incassato in Gara 1, quando la Reyer era riuscita a espugnare il PalaDozza grazie a un piano di gioco studiato meticolosamente dal coach orogranata Neven Spahija. In quella circostanza, Jakovljevic aveva analizzato la sconfitta con grande autocritica, indicando i punti deboli su cui lavorare: troppi tiri liberi concessi agli avversari, scarsa aggressività e un ritmo di gioco che aveva favorito i contropiede veneziani.

La vittoria di Gara 2 assume un sapore ancora più significativo se si considera il contesto in cui arriva. Le ‘Vu Nere’ devono fare a meno di Derrick Alston Jr., uno degli uomini più brillanti nelle prime battute della post season: l’americano è stato operato per una frattura scomposta del terzo metacarpo della mano sinistra, rendendo impossibile il suo rientro in questi playoff. Una perdita enorme per Bologna, considerando che in regular season aveva viaggiato a 12.6 punti di media con il 57.4% da due punti e il 42.4% dall’arco, oltre alla straordinaria prestazione di 21 punti in soli 19 minuti messa a segno in Gara 1 contro Trento prima dell’infortunio.

Il cammino che ha portato la Virtus a questa semifinale è stato tutt’altro che lineare. Le ‘Vu Nere’ avevano rischiato l’eliminazione nei quarti di finale contro Trento, ritrovandosi sotto 1-2 nella serie prima di reagire con la vittoria di Gara 4 alla BTS Arena, trascinata dai 26 punti di Edwards, e poi in Gara 5 a Bologna. Un percorso accidentato che aveva messo a dura prova le energie fisiche e mentali della squadra di Jakovljevic, e che probabilmente aveva pesato sulla prestazione opaca di Gara 1 contro Venezia.

Sullo sfondo, tiene banco anche la questione legata al futuro di Alessandro Pajola. Il capitano delle ‘Vu Nere’, assente in questa serie contro la Reyer a causa di un infortunio, ha fatto sapere attraverso il GM Paolo Ronci di voler cercare una nuova avventura sportiva dopo 11 anni trascorsi a Bologna. Il 26enne azzurro sente il bisogno di misurarsi altrove, e il suo nome è stato accostato con insistenza all’Olimpia Milano. La società bolognese, tuttavia, preferirebbe vederlo approdare in un club estero, così da non ritrovarselo di fronte né in campionato né eventualmente in Eurolega.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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