Il Parma tenta Troianiello

Quando una squadra è in crisi, le alternative a disposizione di una società per provare ad uscirne non sono più di tre: cambiare allenatore, affidarsi al mercato oppure chiudersi in una stanza con mister e giocatori e guardarsi negli occhi per capire cosa non va e i margini per provare a risolvere la situazione senza rifare tutto.

A Parma hanno scelto la terza via. La fiducia ad Apolloni, già individuato come il colpevole numero 1 da parte della tifoseria, non è stata rinnovata per il semplice motivo che non era mai venuta meno, da parte della società e da parte della squadra. Così la nottata post-scoppola contro la Feralpi è stata caratterizzata da un lungo confronto tra società, allenatore e giocatori volto a trovare la chiave per uscire dal labirinto. Apolloni resta in sella, a meno ovviamente di rovesci imprevisti anche nelle prossime due partite contro le ultime della classe Forlì e Fano.

D’altronde qualche attenuante il mister ce l’ha. La stessa convivenza tra Evacuo e Calaiò si spiega anche con l’impossibilità di dar vita a moduli alternativi per mancanza di alternative sulle fasce. Al netto della fiducia in Mazzocchi e Melandri, e dell’exploit di Nocciolini da esterno, non farebbe male una coppia di ali che assicurino cross, corsa e gol.

Il Parma ha ancora a disposizione un posto per gli svincolati, nessuno dei nomi seguiti o già provati, l’ultimo il centrocampista portoghese Agostinho Cà, convince appieno. Tutt’altra musica sarebbe avere uno come Gennaro Troianiello, cui Minotti e Galassi starebbero già pensando in ottica mercato di gennaio.

L’esterno napoletano, classe ’83, è in forza al Verona, dove però il suo apporto risulta importante più in termini di uomo-spogliatoio che sul campo, visto per meno di un’ora nelle prime 8 partite. D’altronde Pecchia ha a disposizione una prima linea di assoluto livello, da qui l’idea del Parma di approcciare l’Hellas per capire i margini di manovra.

Affare difficile, considerando anche che Troianiello è arrivato a Verona per volontà del ds Fusco, che già l’aveva portato a Bologna, ma l’idea può prendere piede, anche se tra le controindicazioni c’è il fatto che Troianiello non gioca da titolare di fatto da 4 anni, dai tempi del Sassuolo. Ma qui si parlerebbe di mezza stagione.

Il suo arrivo sarebbe importante anche proprio per dare vitalità a uno spogliatoio un pizzico depresso, oltre che sul piano scaramantico: Troianiello ha infatti vinto 4 degli ultimi 6 campionati cui ha partecipato, tutti in Serie B. Si spera di evitare la crisi del settimo anno…
 

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