La campionessa azzurra ha partecipato ad un evento a Milano insieme al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana
La campionessa azzurra di sci Sofia Goggia ha partecipato insieme al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana all’inaugurazione dell’ultima tappa del progetto “Io Prevengo”. L’iniziativa, promossa da Lilly, ha l’obiettivo di rendere la prevenzione cardiometabolica più accessibile, gratuita e vicina a tutti i cittadini. Dopo aver fatto tappa nelle principali province lombarde, il truck della salute è giunto a Milano, in piazza Duca d’Aosta, dove rimarrà fino a domenica 12 aprile. Lo scopo è favorire la diagnosi precoce delle patologie e sensibilizzare la popolazione sull’importanza di adottare stili di vita corretti. Durante questi giorni, i milanesi e i visitatori potranno effettuare gratuitamente screening e partecipare a sessioni informative.
“Lo sport mi ha insegnato che la salute è la base di ogni performance – ha dichiarato Sofia Goggia – ma soprattutto di ogni equilibrio personale. La collaborazione con Lilly nasce da una visione condivisa: mettere al centro la persona, il benessere e la prevenzione. Allenarsi, ascoltare il proprio corpo, prendersi cura di sé ogni giorno sono principi che valgono tanto per un atleta quanto per chiunque. Credo che lo sport possa essere un potente motore culturale, capace di ispirare comportamenti più sani e una maggiore consapevolezza: perché la vera vittoria è vivere bene e a lungo, non solo competere”, è il forte messaggio della campionessa bergamasca.
“Iniziative come questa – ha affermato il presidente Fontana – dimostrano quanto sia importante investire nella prevenzione e nella medicina di prossimità. Portare screening gratuiti nelle piazze significa intercettare precocemente i bisogni dei cittadini e rafforzare un modello di sanità sempre più vicino alle persone”.
“Con ‘Io Prevengo’ – ha sottolineato Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access Italy Hub di Lilly – abbiamo voluto portare la prevenzione fuori dagli ambulatori e dentro la vita quotidiana delle persone. La tappa finale di Milano rappresenta non solo la conclusione di un percorso, ma anche un punto di partenza per continuare a diffondere una cultura della salute accessibile, concreta e partecipata”.