Incredibile recupero contro i padroni di casa di Hong Kong nell'atto conclusivo, che assegnava la medaglia più preziosa.
Sulla pedana di Hong Kong, ai Mondiali 2026 di scherma, l’Italia firma una delle imprese più luminose di questo sport. La finale del fiorettoa squadre maschile che sembrava scivolare verso i padroni di casa si è trasformata, nelle ultimissime fasi del confronto, in un capolavoro tricolore: gli Azzurri hanno conquistato il titolo mondiale ribaltando una sfida che, dopo sette assalti, pareva segnata.
Hong Kong, trascinata dal fuoriclasse Cheung Ka Long, è volata fino al +8 nel quinto assalto, controllando con autorità. Proprio quando la finale sembra indirizzata, però, Tommaso Marini ha accorciato le distanze con un parziale di 7-5 sul campione olimpico Cheung, poi Guillaume Bianchi ha competato l’opera con un assalto da incorniciare in cui, superando per 9-4 Choi, ha firmato il 45-44 finale che ha fatto esplodere di gioia la panchina azzurra.
Per l’Italia il ventesimo oro mondiale nel fioretto maschile, il secondo consecutivo dopo Tbilisi 2025. Oltre a Marini e Bianchi, è salito in pedana anche Filippo Macchi, mentre Tommaso Martini è rimasto in panchina nella finale per la medaglia d’oro ma è stato comunque protagonista nei turni precedenti.
Per la spedizione azzurra si tratta del secondo oro in questa edizione dei Mondiali, dopo il trionfo di Martina Favaretto nel fioretto femminile. Il bottino complessivo sale a sei medaglie, con quattro argenti (Davide Di Veroli e Giulia Rizzi nei rispettivi tornei individuali di spada, Filippo Macchi e Arianna Errigo in quelli, sempre individuali, di fioretto), a completare un quadro che conferma la profondità e la continuità del movimento italiano.