Giovanni Malagò rassicura i grandi ex dopo l’esplosione del caso tedofori

Articolo di Andrea Gussoni

"Credo sia doveroso chiarire alcuni punti per evitare semplificazioni che rischiano di travisare il senso profondo di questa iniziativa".

E’ arrivata una presa di posizione da parte di Giovanni Malagò dopo che negli ultimi giorni è esplosa la polemica legata ai tedofori olimpici per Milano Cortina 2026. Diversi grandi ex campioni, a partire da Silvio Fauner, si sono sfogati per la mancata chiamata, sottolineando come invece per portare il sacro fuoco di Olimpia siano stati chiamati personaggi come l’Uomo Gatto di Sarabanda, ma sulla Gazzetta dello Sport il presidente della Fondazione ha garantito che la situazione cambierà da qui alla cerimonia di apertura.

“In questi giorni si è acceso un dibattito sul tema dei tedofori del Viaggio della Fiamma Olimpica e credo sia doveroso chiarire alcuni punti per evitare semplificazioni che rischiano di travisare il senso profondo di questa iniziativa, fondamentale tappa di avvicinamento al più grande evento sportivo che l’Italia ospiterà da qui ai prossimi anni. Il Viaggio della Fiamma, come anche da desiderata del Comitato Olimpico Internazionale, non nasce per essere un palcoscenico esclusivo dello Sport. La sua missione è unire territori, culture, comunità. È un simbolo che attraversa l’Italia per raccontare storie di passione, resilienza e innovazione”.

“Nel mio percorso di dirigente sportivo ho sempre cercato di mettere gli atleti al centro, sono loro il cuore pulsante dello Sport e dei Giochi, il simbolo di valori che vanno ben oltre la competizione – ha aggiunto Malagò -. Il percorso che porta alla definizione dei tedofori è complesso e articolato. Non è, né potrebbe essere una scelta unilaterale del Comitato Organizzatore. Coinvolge diversi protagonisti: partner istituzionali e sponsor, il cui supporto è fondamentale per la riuscita dell’evento, Comuni, realtà territoriali e CONI regionali. Non abbiamo la presunzione di essere perfetti, ma cerchiamo di valorizzare l’eccellenza del Paese in ogni sua forma, soprattutto quella sportiva ma tenendo conto delle indicazioni degli altri soggetti contrattualmente coinvolti e concordati con il CIO”.

“La Gazzetta dello Sport è un punto di riferimento per il nostro mondo: raccogliere polemiche o alimentare personalismi rischia di attivare un meccanismo che non giova all’immagine dei Giochi e, più in generale, del Paese. Milano Cortina 2026 non appartiene a una singola persona, ma è un evento nazionale e, proprio per questo, andrebbe supportato e promosso, agli occhi degli italiani e del mondo intero, evitando divisioni e spaccature. In merito poi alla polemica per il mancato coinvolgimento di alcune medaglie d’oro degli sport invernali, ogni singolo atleta vincitore di un’edizione delle Olimpiadi invernali è già stato contattato e coinvolto o lo sarà sulla base anche dei criteri che il CONI fornirà per quelle che sono le scelte di sua diretta competenza sui tedofori finali. Lo Sport ha il potere di unire e di ispirare. È questo il senso che vogliamo custodire e trasmettere. Perché i Giochi non sono solo medaglie e record, ma un’occasione per sorridere alle difficoltà, accorciare le distanze e costruire un’Italia più leale, sana e solidale”.

“Non c’è rispetto per noi campioni, la considero un’offesa incredibile, o come dice la mia compagna Monica, una vergogna – le parole di Fauner dei giorni scorsi -. Rappresento 10 atleti che hanno conquistato 35 medaglie olimpiche, a cominciare dalle due staffette d’oro del 1994 e del 2006, Gabriella Paruzzi, Sabina Valbusa, Bice Vanzetta”.

“Non siamo stati coinvolti minimamente in nessuna iniziativa per l’Olimpiade invernale nel nostro Paese. Né tedofori, né ambassador, nessun ruolo. Nulla. Certo però non devo essere io a protestare, mi aspetto piuttosto delle scuse. Dovrebbe essere una cosa automatica pensare a noi, non solo da parte del Coni, ma anche della Fisi, che non tutela ciò che hanno fatto i suoi ex atleti e della Fondazione Milano Cortina”.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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