Gli infortuni rappresentano ormai una delle principali preoccupazioni del tennis professionistico
Dopo un 2025 in cui la rivalità tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner è definitivamente esplosa, regalando agli appassionati sfide memorabili e finali Slam, il 2026 ha offerto un solo capitolo della saga dello “Sincaraz”: la finale del Masters 1000 di Montecarlo. A frenare il duello tra i due dominatori del circuito sono stati soprattutto i problemi fisici, che li hanno costretti ad alternarsi in infermeria. Lo spagnolo è rimasto lontano dai campi per quattro mesi a causa di un infortunio al polso, mentre l’azzurro ha interrotto la propria stagione dopo Wimbledon per un problema al ginocchio.
Gli infortuni rappresentano ormai una delle principali preoccupazioni del tennis professionistico. Gli stop dei campioni rischiano di privare i tornei più importanti dei loro protagonisti più attesi, con inevitabili ripercussioni sullo spettacolo e sull’interesse del pubblico. Una situazione che ha spinto l’Atp a studiare un piano per ridisegnare il circuito e renderlo più sostenibile, senza rinunciare alla crescita commerciale dello sport.
La strategia del presidente Andrea Gaudenzi si sviluppa lungo tre direttrici principali: più soldi per i giocatori, un sistema di ranking rivisto e un calendario meno logorante. L’obiettivo è permettere ai tennisti di guadagnare di più, valorizzare i risultati ottenuti nelle competizioni più prestigiose e gestire meglio le energie durante una stagione sempre più impegnativa.
Il primo pilastro riguarda gli aspetti economici. L’Atp punta ad aumentare i premi destinati ai giocatori, distribuendo le risorse in modo da sostenere sia le stelle del circuito sia una platea più ampia di professionisti. Tra le misure previste figura l’incremento del Bonus Pool, il premio di fine stagione destinato ai primi 30 giocatori del mondo, da 21,5 a 50 milioni di dollari. A questo si aggiungerebbero 25 milioni di dollari in bonus per i primi 250 del ranking e circa 30 milioni all’anno in contributi pensionistici per 300 atleti.
Il secondo punto riguarda il sistema di classifica. La proposta è quella di attribuire maggiore valore ai risultati ottenuti nelle competizioni più prestigiose, riducendo al tempo stesso l’incentivo a disputare un numero elevato di tornei soltanto per accumulare punti. Il principio è semplice: premiare maggiormente la qualità dei risultati anziché la quantità delle partecipazioni. In questo modo, i giocatori avrebbero meno necessità di riempire il calendario per recuperare terreno in classifica dopo una sconfitta e potrebbero programmare la stagione con maggiore attenzione alla propria condizione fisica.
Il terzo pilastro è quello più direttamente legato alla tutela degli atleti. L’Atp intende riorganizzare la stagione attraverso settimane dedicate alle diverse categorie di tornei, con l’obiettivo di rendere più chiara la programmazione e ridurre la pressione sui giocatori. Il progetto comprende anche l’introduzione di un decimo Masters 1000, già assegnato all’Arabia Saudita, destinato a modificare ulteriormente la struttura del circuito. Parallelamente, si punta a garantire ai tennisti maggiore libertà nella scelta degli appuntamenti a cui partecipare, evitando che la rincorsa ai punti si traduca in una presenza quasi obbligata a ogni competizione.