L’unico vero momento di difficoltà, nella giornata di domenica, se l’è creato da solo: sulla seconda buca, un par 4, ha ricevuto un colpo di penalità per aver mosso la palla in fairway durante l’address
Cameron Young ha chiuso in modo impeccabile il Cadillac Championship del PGA Tour, conquistando una vittoria wire-to-wire, sempre al comando dal primo all’ultimo giro. L’unico vero momento di difficoltà, nella giornata di domenica, se l’è creato da solo: sulla seconda buca, un par 4, ha ricevuto un colpo di penalità per aver mosso la palla in fairway durante l’address. Nonostante questo episodio, è riuscito comunque a salvare il par e a proseguire senza altri errori.
È stata una settimana di assoluto dominio per il giovane americano, apparso solido, concentrato e praticamente in controllo totale. Con un ultimo giro in 68 (-4), ha chiuso a -19 complessivo, staccando di sei colpi il numero 1 del mondo Scottie Scheffler, secondo con un 68.
“Quando il campo è difficile e le condizioni sono complicate, per me diventa più semplice dal punto di vista mentale”, ha raccontato Young al termine del torneo.
Alla presenza del presidente Donald Trump, rimasto per gran parte del round finale insieme a diversi familiari (tra cui la nipote Kai Trump, che inizierà gli studi alla University of Miami a fine anno), Young ha incassato 3,6 milioni di dollari, il secondo premio più ricco della sua carriera dopo i 4,5 milioni ottenuti al THE PLAYERS Championship.
La pioggia caduta nella notte tra sabato e domenica (oltre 2,5 cm) ha ritardato di due ore la partenza dell’ultimo giro e reso il Blue Monster più morbido e favorevole ai giocatori. Le medie score dei primi tre giri erano tra 71 e 71,6, mentre nella giornata finale sono scese a 69, complice anche il miglioramento delle condizioni del campo.
Scheffler ha chiuso secondo per il terzo torneo consecutivo, senza però riuscire mai a mettere davvero pressione al vincitore.
Ottima anche la prestazione di Adam Scott, protagonista di un grande weekend (66-64), che potrebbe avergli assicurato la qualificazione allo U.S. Open, che diventerebbe il suo centesimo major consecutivo in caso di partecipazione al PGA Championship di questo mese. L’australiano, già vincitore del Cadillac Championship nel 2016 quando era ancora un World Golf Championship, ha sottolineato: “Per vincere un major devo mettere insieme quattro giornate solide, non solo un buon weekend. Sento però che il mio gioco è nella condizione giusta per competere ai massimi livelli”.
Una vittoria netta e meritata, costruita con solidità e grande carattere: Cameron Young ha controllato il torneo dall’inizio alla fine, imponendosi con autorità.