Tadej Pogacar, ritiro choc: la Vuelta perde il suo leader

Articolo di Nicola Lama

Appassionati e addetti ai lavori spiazzati da quanto accaduto nel corso dell'ottava tappa della corsa spagnola.

La Vuelta 2026 vive il suo momento più drammatico. Tadej Pogacar, corridore dell’UAE Emirates Team-XRG e dominatore assoluto della corsa con tre vittorie di tappa nelle prime sette frazioni e una maglia rossa saldamente sulle sue spalle, è stato costretto al ritiro dopo una caduta avvenuta ai 33 km dal traguardo dell’ottava tappa, poco dopo il traguardo volante di Simat de la Valldigna.

La giornata era già stata segnata da una prima caduta prima del via in cui era rimasto coinvolto Primoz Roglic (Red Bull-Bora-Hansgrohe), altro uomo di classifica, ma l’incidente che ha cambiato la corsa è arrivato nel cuore della tappa: Pogacar, al centro del gruppo, è finito a terra insieme a Ben Tulett (Visma-Lease a Bike) e Magnus Cort Nielsen (Uno‑X Mobility). Lo sloveno si è rialzato con evidenti segni sul volto, insanguinato, prima di essere caricato in ambulanza.

Il ritiro, dunque, è stato inevitabile. Un verdetto clamoroso, perché è la prima volta in carriera che il campione del mondo abbandona una corsa a tappe. Fino a quel momento, lo sloveno aveva costruito un vantaggio di quasi quattro minuti su Enric Mas, secondo in classifica generale, e sembrava avviato verso una nuova dimostrazione di forza al traguardo finale di Granada, sede della cronometro finale del 13 settembre.

Il ritiro del 27enne sloveno è un evento che riscrive completamente la corsa. La Vuelta perde il suo leader, il corridore che aveva trasformato ogni tappa di montagna in un manifesto di superiorità. La gara sulle strade spagnole, che sembrava già indirizzata, torna ad essere una battaglia aperta e lo fa nel modo più inatteso e doloroso, con l’uscita di scena del primo in classifica.

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