Il fuoriclasse sloveno è stato costretto ad un intervento chirurgico: resterà fuori a lungo
Il team UAE Emirates ha aggiornato sulle condizioni di Tadej Pogacar dopo la caduta choc che lo ha costretto a lasciare la Vuelta. Il fuoriclasse sloveno durante l’ottava tappa ha perso il controllo della sua bici a causa di un masso finito in mezzo alla carreggiata, ha battuto violentemente il braccio sinistro e si è ritirato dolorante. Gli esami purtroppo hanno confermato le prime sensazioni, il campione dovrà saltare i Mondiali del prossimo 27 settembre, dove puntava alla terza iride consecutiva.
“Purtroppo, Tadej è stato vittima di una brutta caduta durante la tappa odierna e non ha potuto continuare la gara. Le sue condizioni sono stabili e, a seguito di un’accurata valutazione medica in ospedale, a Tadej è stata diagnosticata una commozione cerebrale, una frattura scomposta della clavicola sinistra, una frattura cervicale C7 stabile e multiple abrasioni. Fortunatamente, non ci sono altre lesioni gravi né conseguenze neurologiche”, è la nota del medico della UAE Emirates, dott. Adrian Rotunno.
“Sarà necessario un intervento chirurgico alla clavicola, che verrà posticipato a causa delle precauzioni per la commozione cerebrale. Tadej rimane sotto la cura del nostro team medico e forniremo ulteriori aggiornamenti dopo l’intervento”. La stagione di Pogacar è quindi finita qui. Lo sloveno stava dominando la Vuelta, dove era in testa fin dalla prima tappa, e solo un mese fa aveva vinto il suo quinto Tour de France.
La caduta è avvenuta ai 33 km dal traguardo dell’ottava tappa, poco dopo il traguardo volante di Simat de la Valldigna. Pogacar è finito a terra insieme a Ben Tulett (Visma-Lease a Bike) e Magnus Cort Nielsen (Uno‑X Mobility), rialzandosi con evidenti segni sul volto e insanguinato prima di essere caricato in ambulanza. Si tratta della prima volta in carriera che il campione del mondo abbandona una corsa a tappe, un dato che rende ancora più clamoroso l’epilogo di questa Vuelta 2026.
Al momento del ritiro, lo sloveno aveva costruito un vantaggio di quasi quattro minuti su Enric Mas, secondo in classifica generale, e sembrava avviato verso una nuova dimostrazione di forza fino al traguardo finale di Granada, sede della cronometro conclusiva del 13 settembre. Nelle prime sette tappe aveva già conquistato tre vittorie di frazione, dominando in particolar modo le frazioni di montagna, come la spettacolare tappa andorrana di 104,8 chilometri in cui aveva inflitto oltre due minuti e mezzo a tutti i rivali. Era inoltre leader della classifica a punti, di quella degli scalatori e di quella del più combattivo: un dominio assoluto e trasversale che raramente si era visto in un grande giro.