Tragedia a Brescia, muore ciclista: inutili i soccorsi immediati di una dottoressa

Articolo di Flavio Brambilla

La vittima è Roberto Frassine, da qualche tempo residente a Gussago.

Tragico incidente stradale a Brescia, dove un ciclista di 71 anni ha perso la vita dopo essere stato colpito da un’automobile. Il dramma si è consumato in via Orzinuovi. La vittima è Roberto Frassine, da qualche tempo residente a Gussago.

L’allarme è stato lanciato immediatamente e la centrale operativa del 112 ha disposto l’intervento di un’ambulanza e di un’automedica. Le condizioni del 71enne sono apparse subito gravissime e, nonostante gli sforzi dei sanitari, ogni tentativo di salvargli la vita si è rivelato inutile.

Stando alle prime ricostruzioni, l’automobile non avrebbe proceduto a velocità particolarmente sostenuta al momento dell’impatto. L’urto è stato comunque tale da scaraventare il ciclista sul cofano della vettura, prima della successiva caduta sull’asfalto.

Tra le persone che hanno assistito all’incidente c’era anche una dottoressa, che si trovava a bordo della propria automobile. La donna si è fermata immediatamente, è scesa dal veicolo e ha cercato di rianimare il 71enne, prestando i primi soccorsi in attesa dell’arrivo del personale sanitario. Purtroppo, il suo intervento e le successive manovre di rianimazione non sono bastati a evitare il decesso. Sul luogo dell’investimento sono intervenuti anche gli agenti della Polizia Locale di Brescia, incaricati di effettuare i rilievi necessari a chiarire la dinamica dell’accaduto e ad accertare eventuali responsabilità.

L’incidente ha provocato inoltre notevoli disagi alla circolazione lungo via Orzinuovi e nelle strade circostanti. Il traffico è rimasto bloccato per consentire le operazioni di soccorso e gli accertamenti delle forze dell’ordine.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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