Pur soltanto alla sua prima settimana, la Grande Boucle promette spettacolo fra i principali candidati per la vittoria finale.
Dopo un paio di tappe di transizione, con le vittorie di Mads Pedersen martedì a Foix e Olav Kooij mercoledì a Pau (nella prima volata di gruppo dell’edizione 2026) il Tour de France promette di sparigliare le carte nell’impegnativa tappa di giovedì, che porterà i corridori in gara proprio da Pau fino a Gavarnie-Gèdre, nel dipartimento degli Alti Pirenei.
La frazione, lunga 186,2 chilometri, prevede ben quattro gran premi della montagna, cui si aggiunge l’arrivo in salita, anch’esso con punti validi per la maglia a pois. Inevitabilmente lo sguardo degli appassionati sarà concentrato sull’ascesa del Col du Tourmalet, salita “hors catégorie” di 17,1 chilometri, con una pendenza media del 7,3%, in cui potrebbe nuovamente accendersi la battaglia fra Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard.
I due campioni, dopo le scintille nelle prime tre tappe, si sono nascosti nelle successive e attualmente si trovano a diversi minuti di distacco dall’attuale maglia gialla, il norvegese Torstein Traeen. Sia Pogacar sia Vingegaard hanno un distacco di 7’53”: lo sloveno gli è davanti per la somma dei piazzamenti e si trova in quarta posizione.
Non c’è soltanto il Tourmalet, però, a tenere alta l’attenzione di appassionati, addetti ai lavori e corridori stessi: dopo due muri di quarta e terza categoria (Cote de Loucrup e Cote de Mauvezin), al chilometro 106 inizierà la salita di prima categoria del Col d’Aspin, che promette già una prima selezione in attesa dell’ascesa fuori categoria che attende i ciclisti al chilometro 130,7. L’ascesa finale, che porta sul traguardo di Gavarnie-Gèdre, è di seconda categoria ed è lunga 18,7 chilometri, con una pendenza media del 3,7%.