Nel medagliere l’Italia chiude il Mondiale al quarto posto. Con cinque podi complessivi è però al vertice per numero totale di medaglie insieme alla Spagna e al Belgio.
Nel medagliere l’Italia chiude il Mondiale al quarto posto. Con cinque podi complessivi è però al vertice per numero totale di medaglie insieme alla Spagna e al Belgio. “È stata una bella avventura – ha dichiarato il presidente Cordiano Dagnoni – conclusa con una splendida prova della Nazionale élite oggi, capace di lottare fino alla fine per un successo che in alcuni momenti abbiamo pensato potesse arrivare”.
“Dal punto di vista dei risultati, siamo saliti sul podio quasi tutti i giorni e con un po’ di fortuna avremmo potuto anche trasformare qualche argento in oro. Non vale la pena recriminare, perché tutti gli atleti oggi, come anche nei giorni scorsi, hanno mostrato coraggio e difeso con onore e orgoglio la Maglia Azzurra ed è questa la cosa più bella. Complimenti a loro, ai tecnici e allo staff presente in Canada e alle società sportive. Il nostro movimento ha dato un segnale forte anche in un contesto sempre più competitivo e difficile. Adesso ci aspettano gli Europei, dove spero si riescano a ripetere le belle prove di questi giorni” ha aggiunto.
Brandon McNulty ha conquistato il titolo mondiale Elite al termine di una prova durissima, chiusa in 6h17’04”, precedendo di 13” Michael Matthews e Mathieu van der Poel. L’Italia resta a lungo protagonista e porta Giulio Ciccone fino alla lotta per il podio: l’abruzzese chiude 9° a 14”, dopo aver tentato l’ultima azione insieme a Tom Pidcock. Christian Scaroni è 18° a 3’12”, Davide Piganzoli 20° a 3’20” e Lorenzo Mark Finn 55° a 10’. Non concludono la prova Alberto Bettiol, Giulio Pellizzari, Matteo Trentin e Mattia Cattaneo.
Giulio Ciccone: “Mi dispiace, meritavamo di più. Nel finale si sono rimescolate le carte e comunque ci siamo trovati con gente come Van der Poel, Pedersen e Simmons, che aveva tutto l’interesse a chiudere. Anche in salita ho provato la mia mossa con Pidcock: le forze erano quelle che erano. Per un momento ci ho creduto, perché si intravedeva McNulty davanti ed eravamo, mi sembra, a quindici-venti secondi. Dietro si era aperto un buco e con Pidcock avevamo entrambi interesse ad andare a tutta. Poi però da dietro hanno chiuso e mi dispiace vedere il risultato”.
“È stata una gara iniziata da lontanissimo, subito con i big protagonisti, da Van der Poel a Van Aert, fino ai nostri atleti, che sono stati bravissimi per come hanno corso. Hanno fatto quello che avevamo stabilito nella riunione. Bravo Ciccone, ci ha provato e ha corso per il podio fino a sette chilometri dall’arrivo, con l’attacco insieme a Pidcock. Il controllo serrato fra i big ha poi permesso il rientro di corridori come Matthews, Pedersen e dello stesso Van der Poel, compromettendo la possibilità di ottenere un risultato migliore. Il nono posto di Giulio è comunque importante, perché ottenuto confrontandosi con i migliori al mondo. Hanno fatto una bellissima corsa anche Piganzoli e Scaroni, così come Bettiol, che ha acceso la miccia del Mondiale come volevamo. Brucia un po’ il nono posto, meritavamo sicuramente qualcosa di più, però complessivamente sono contento” ha sottolineato il commissario tecnico Roberto Amadio: