Antonio Faravelli presenta un capolavoro: il Metodo Classico Vitea

Articolo di Nicola Lama

"Ogni annata verrà proposta in più edizioni, con bottiglie numerate, trasformando la degustazione in un percorso evolutivo nel tempo" racconta l'imprenditore.

viteaIl Metodo Classico Vitea è racconto e scoperta del Terroir. Esternamente lo è attraverso un packaging studiato nei dettagli. La capsula richiama il colore dei terreni ricchi di roccia e limo, tipici della zona nell’Alto Appennino.
L’etichetta rivela il vigneto solo in particolari condizioni di luce e ombra, trasformando ogni bottiglia in un’esperienza da scoprire. Internamente lo è grazie a una vinificazione attenta e rigorosa di uve Pinot Nero, senza aggiunta di zuccheri in alcuna fase del processo, per lasciare che annata e terroir si esprimano con la massima autenticità.

“Ogni annata verrà proposta in più edizioni, con bottiglie numerate, trasformando la degustazione in un percorso evolutivo nel tempo, dove ogni sboccatura offrirà un’espressione diversa dello stesso vino. Ogni bottiglia racconta una storia unica e irripetibile del luogo, del tempo e dell’uomo” sottolinea Antonio Faravelli, giustamente fiero.

Cantine Vitea ha sede a Loglio di Sopra, frazione di Montù Beccaria, nel cuore dell’Oltrepò Pavese, in provincia di Pavia. I vigneti dell’azienda si sviluppano sulle colline della Valle Versa, territorio profondamente legato alla viticoltura e oggi tra le aree più significative del panorama enologico italiano. L’Oltrepò Pavese rappresenta infatti la principale zona DOC della Lombardia e una delle più importanti a livello nazionale. Le origini della cantina risalgono al 1895, quando Antonio Faravelli, avo dell’attuale titolare, diede inizio all’attività agricola a Montù Beccaria grazie ai terreni appartenenti alla famiglia della moglie. Una storia ultracentenaria che, generazione dopo generazione, è arrivata fino ai giorni nostri.

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