Lascia l’ex n.3 al mondo nel tennis, perse in finale a Wimbledon

Articolo di Aldo Seghedoni

"Questo sport è stato il mio amore e la mia ossessione per gran parte della mia vita" ha ammesso Raonic.

Appende la racchetta al chiodo un altro tennista che si è fatto apprezzare e che è stato protagonista di una brillante carriera: l’ex numero 3 al mondo Milos Raonic ha comunicato il suo addio al tennis professionistico con un lungo messaggio pubblicato sui social.

“È arrivato il momento di fermarmi. Sai che prima o poi succederà, ma non ti senti mai davvero pronto. Ora lo sono, per quanto sia possibile esserlo. Il tennis è stato il mio amore e la mia ossessione per gran parte della mia vita”. Una scelta ponderata, maturata dopo un lungo periodo lontano dalle competizioni.

L’addio non è stato un fulmine a ciel sereno: del resto Raonic non scendeva in campo in un match ufficiale dal 28 luglio 2024, data della sua partecipazione alle Olimpiadi di Parigi. La sua ultima vittoria risale invece al Queen’s dello stesso anno, contro Cameron Norrie. Un progressivo allontanamento dal circuito che aveva già fatto intuire quanto fosse difficile tornare competitivo, anche a causa dei numerosi problemi fisici che hanno segnato la sua carriera.

Nato a Podgorica, in Montenegro, e cresciuto tennisticamente in Canada, Raonic ha conquistato otto titoli ATP. Il punto più alto del suo percorso resta il 2016, stagione in cui raggiunse la finale di Wimbledon, arrendendosi solo ad Andy Murray dopo aver eliminato Roger Federer in semifinale. Nello stesso anno arrivarono anche la semifinale agli Australian Open, in cui si dovette arrendere sempre al britannico ma in cinque set, quella alle ATP Finals e la finale a Indian Wells, oltre al miglior ranking della carriera.

Nel 2024, quando era già scivolato alla posizione numero 309 del ranking, sfidò Jannik Sinner ai quarti di finale del torneo di Rotterdam, un match abbandonato nel secondo set per un problema fisico sul punteggio di 7-6, 1-1 a favore dell’altoatesino.

Atleta riconoscibile per struttura fisica e potenza, Raonic ha costruito i suoi risultati su uno dei servizi più efficaci dell’era moderna e su un dritto capace di incidere su qualsiasi superficie. Un’evoluzione spesso rallentata dagli infortuni, che hanno avuto un peso decisivo nella scelta del ritiro.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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