Messa alle spalle la delusione di Pechino, la campionessa azzurra ha conquistato due vittorie significative a Wuhan.
Jasmine Paolini è decisamente intenzionata a chiudere nel migliore dei modi una stagione 2026 che, finora, ha regalato ben poche soddisfazioni. La campionessa di Bagni di Lucca, che aveva chiuso il mese di settembre con l’amara eliminazione dell’Italia nelle semifinali di Billie Jean King Cup e iniziato ottobre con il ko al primo ostacolo a Pechino contro Daria Snigur, sta rispondendo ai critici sul cemento di Wuhan, dove ha raggiunto il terzo turno con due vittorie consecutive contro avversarie di livello.
Non potendo sfruttare alcun ‘bye’ vista la sua posizione in classifica, Paolini ha dovuto iniziare il Wuhan Open del primo turno contro la numero 30 al mondo Sara Bejlek: 6-3, 6-4 il punteggio finale, in una partita risolta in poco meno di un’ora e tre quarti. Nel secondo turno Jasmine se l’è vista contro un’altra ceca, la numero 29 WTA Nikola Bartunkova, semifinalista a Pechino: nella partita giocata mercoledì è arrivato un brillante successo dell’Azzurra, capace di imporsi 7-6(5), 6-3 in un’ora e cinquantacinque minuti.
La risalita di Wuhan assume un significato importante se si considera il contesto della stagione. Il 2026 di Jasmine Paolini è stato infatti fortemente condizionato da un problema cronico al piede emerso durante gli Internazionali d’Italia, che ne ha limitato il rendimento per gran parte dell’anno e che ha inevitabilmente inciso sia sui risultati in singolare sia su quelli in doppio. Una situazione complicata che ha reso difficile trovare continuità proprio dopo le ottime stagioni che ne avevano sancito l’ingresso nell’élite del tennis mondiale.
Le conseguenze si sono viste anche in classifica, con Paolini scivolata oltre le prime trenta posizioni del ranking WTA. I segnali arrivati da Wuhan, però, lasciano intravedere una possibile inversione di tendenza. L’obiettivo dell’Azzurra è quello di chiudere il 2026 nel miglior modo possibile, recuperando fiducia e serenità dal punto di vista fisico, per far sì che nel 2027 possa tornare a esprimere quel tennis che l’aveva portata stabilmente ai vertici mondiali.