L'Azzurro sta riposando a Sesto dopo l'esaltante vittoria di Roma e in vista dell'imminente Roland Garros
Il riposo del campione: Jannik Sinner è tornato a casa e sta ricaricando le pile dai genitori a Sesto, in Val Pusteria, in vista dell’imminente Roland Garros dove proverà a continuare la sua incredibile striscia di vittorie consecutive che ha sbalordito il mondo. L’Azzurro ha vinto i primi cinque Masters 1000 dell’anno, e ora va a caccia dell’ultimo Slam che gli manca.
In paese tutto è tranquillo, nessuna festa e nessuno striscione, tutti stanno rispettando la riservatezza e il riposo del numero uno del mondo. Il sindaco Thomas Summerer a Rai Radio1 ha però assicurato che dopo il trionfo di Roma il paese ha esultato eccome: “Stiamo ancora festeggiando la vittoria di Sinner a Roma, abbiamo festeggiato nei bar, in strada, nei piazzali, ci siamo goduti la vittoria di questo nostro grande campione, che ha passato 20 anni quei a Sesto, dove ancora vivono i genitori ed i nonni”.
“Sono contentissimo, nel nostro paese tranquillo potrà ricaricare le batterie per vincere il Roland Garros. Io andrò a salutarlo un attimo ma lo lasceremo in tranquillità, non vogliamo assolutamente disturbarlo”, ha continuato Summerer. “Fargli una statua? L’idea esiste – ha ammesso il sindaco -. Vediamo se riusciamo a realizzarla. E poi gli daremo le chiavi della città”.
Dal 1° gennaio 2026 alla finale del Foro Italico del 17 maggio, Sinner ha trascorso senza giocare o allenarsi soltanto 14 giorni su 136 totali: in pratica, ha lavorato nove giorni su dieci per quattro mesi e mezzo consecutivi. Un’etica del lavoro che spiega meglio di qualsiasi altra analisi perché il suo tennis sembri così automatico e infallibile agli occhi degli avversari, e che rende questi giorni di pausa tra le montagne della Val Pusteria ancora più meritati.
A chi lo accusa di essere una macchina priva di sentimenti, Sinner ha risposto con serenità dalle colonne de L’Équipe: “Non ritengo che il termine ‘robot’ sia dispregiativo. Io lavoro così, cercando sempre di essere il più preciso possibile scegliendo di utilizzare il colpo giusto nel momento perfetto. Mi alleno così proprio per questo, perché voglio raggiungere il massimo livello possibile di preparazione quando una partita arriva ai suoi momenti clou. E se do l’immagine di un giocatore senza emozioni è perché sono molto concentrato su quello che devo fare”.