Tra i tifosi è già iniziato il conto alla rovescia per rivedere in campo Jannik Sinner, dopo la delusione di Doha.
Dal circuito arriva una curiosità sul soprannome con cui alcuni colleghi lo chiamano.
A parlarne è stato l’argentino Sebastián Báez, intervistato da La Nación.
Il numero 32 del ranking ha messo a confronto Sinner e Carlos Alcaraz.
“Jannik Sinner e Carlos Alcaraz sono giocatori completamente diversi”, ha spiegato Báez, che li ha affrontati entrambi in carriera.
Parlando dello spagnolo, ha evidenziato soprattutto imprevedibilità e creatività: Alcaraz alterna slice, lob, smorzate e colpi potentissimi con naturalezza disarmante.
“Ha sempre una risposta, può colpire in ogni direzione. Oltre a un talento straordinario, possiede una potenza di gambe incredibile”, ha aggiunto.
Diversa, invece, la sensazione quando dall’altra parte della rete c’è Sinner: “Con lui ti senti soffocare. Se gli lasci una palla corta ti punisce subito".
"E poi sbaglia pochissimo, soprattutto in risposta: gioca a un’intensità altissima ed è sempre pronto a difendersi”.
Secondo Báez, contro Alcaraz si percepiscono più errori, ma è proprio l’imprevedibilità a renderlo pericoloso.
Sinner, al contrario, può sembrare più “leggibile”, ma è di una costanza quasi meccanica: “Gioca sempre nel punto giusto, è una macchina”.
Proprio da questa sua regolarità nasce il soprannome che circola tra alcuni tennisti: “Noi lo chiamiamo Robotito”, ha rivelato Báez, cioè “robottino” o “piccolo robot”.