Intervenuto negli studi di Eurosport, l'ex tennista statunitense John Isner ha espresso alcune considerazioni
Continua a far discutere la sorprendente eliminazione di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros. Oltre all’aspetto puramente tecnico, il dibattito si è concentrato anche sulle condizioni ambientali che potrebbero aver inciso sul rendimento del numero uno del mondo, in particolare il caldo e l’orario del match.
Intervenuto negli studi di Eurosport, l’ex tennista statunitense John Isner ha espresso alcune considerazioni sul possibile impatto delle alte temperature sul campione azzurro. Secondo Isner, la scelta degli organizzatori di programmare Sinner nella sessione diurna potrebbe aver avuto un peso nell’economia dell’incontro.
“Sinner aveva esordito in sessione serale e sono convinto che, in caso di qualificazione al turno successivo, avrebbe giocato nuovamente la sera”, ha spiegato l’americano. “Gli organizzatori, però, non volevano che disputasse tutta la prima settimana esclusivamente in notturna. I loro piani sono stati semplicemente stravolti dall’eliminazione”.
Isner ha poi sottolineato l’eccezionale stato di forma mostrato da Sinner negli ultimi mesi, elogiando il lavoro svolto dal suo staff. “È evidente che stesse attraversando un periodo straordinario. Lui e il suo team curano ogni dettaglio della preparazione, dall’alimentazione all’idratazione, con grande professionalità”.
L’ex numero uno statunitense si è infine soffermato su quello che, a suo avviso, potrebbe rappresentare un punto di vulnerabilità per il tennista altoatesino. “Credo che la sua costituzione fisica non lo aiuti particolarmente in condizioni di caldo estremo. Gli atleti con pelle molto chiara e capelli rossi spesso soffrono maggiormente le temperature elevate. Sarebbe interessante sentire anche il parere di Jim Courier su questo tema. Penso che alcune caratteristiche fisiche possano rendere più difficile la dispersione del calore corporeo e aumentare la sensibilità a condizioni climatiche particolarmente afose”.