L'ex numero 7 del mondo ha sollevato dubbi sulla comunicazione relativa all'infortunio dell'altoatesino.
In un mondo affollato da comunicati stampa, post sui social e indiscrezioni, Jannik Sinner è un po’ una mosca bianca: l’altoatesino ha da sempre un profilo basso sul web e anche il suo staff non è solito rilasciare molte dichiarazioni o interviste. Tutti sono concentrati su un unico obiettivo: vincere.
Anche la gestione dell’infortunio al ginocchio di Sinner è stata trattata con grande discrezione e prudenza ma Corrado Barazzutti ha avuto qualcosa da ridire e l’ha fatto nel corso dell’intervista concessa a Tuttosport: “La questione è che non lo vediamo da quasi tre mesi in campo e quando un giocatore come lui è assente da così tanto tempo è normale che nascano dubbi”.
“Quello che non capisco è perché non si possa dare un referto medico per dire semplicemente: questo è il problema, riprenderà tra tre mesi, tra quattro mesi. Capisco che venga anteposta la questione della privacy, ma visto che parliamo del n.1 del mondo, un comunicato un po’ più chiaro darebbe almeno un’idea a tutti. Altrimenti si alimenta solo la speculazione. Diciamo che sono preoccupato, sì, anche se non ho tantissime informazioni. Si parla di un’infiammazione tendinea extra-articolare”.
L’infortunio del numero uno al mondo è inserito in un contesto delicato: moltissimi tennisti stanno alzando la voce per chiedere calendari meno fitti e impegni meglio distribuiti nel corso dell’anno. L’intento è ovviamente quello di ridurre il rischio di infortuni e concedere ai campioni un po’ di riposo.
In merito alla questione, Barazzutti ha un’idea molto chiara: “È vero, non c’è dubbio che i giocatori siano molto sollecitati. Però è anche vero che si allenano proprio per sopportarle, e dovrebbero essere curati e allenati in maniera preventiva: se viene fatto un buon lavoro di prevenzione, secondo me i rischi di incidenti fisici diminuiscono”.
“Quest’anno Jannik ha giocato tutti i Masters 1000 che poteva giocare in primavera, arrivando sempre in fondo. Quello del Roland Garros sicuramente è stato un incidente a sé, ma ci è arrivato con tante partite sul groppone. Forse poteva permettersi di saltare Madrid o Roma” ha chiosato l’ex numero 7 del mondo.