Australian Open, Daniil Medvedev va all’inferno e ritorna

Articolo di Aldo Seghedoni

Il russo sembrava destinato a subire la sua prima sconfitta del 2026 e invece...

Daniil Medvedev è andato all’inferno ed è tornato: sembrava destinato a subire la sua prima sconfitta del 2026 e invece.. . Opposto all’ungherese Fabian Marozsan (n. 47 ATP), il russo ha dovuto rimontare dopo aver perso i primi due set (6-7 [5], 4-6, 7-5, 6-0, 6-3) per qualificarsi agli ottavi di finale e conquistare così l’ottava vittoria consecutiva del 2026, sulla scia del titolo vinto a Brisbane.

È stato un match straordinario, diviso chiaramente in due fasi. Nella prima Fabian Marozsan ha sfiorato la perfezione, nonostante avesse ceduto il servizio nel game d’apertura. La reazione è stata immediata, con il controbreak e una serie di scambi di altissimo livello, culminati in un tie-break giocato in modo eccellente. Dall’altra parte Daniil Medvedev è apparso in difficoltà, falloso e poco continuo, con numerosi doppi falli ed errori non forzati. Il primo set conquistato dall’ungherese è apparso quindi più che giustificato.

Ci si attendeva una risposta rapida del russo, ma nel secondo parziale la musica non è cambiata. Medvedev ha continuato a sbagliare, a cercare spesso il supporto del suo angolo e, come sovente gli succede nei momenti di difficoltà, a mostrare segni evidenti di nervosismo, finendo per cedere anche la seconda frazione. In quel momento l’ipotesi della sorpresa ha iniziato a prendere corpo, anche perché Marozsan era solido, preciso e mentalmente molto presente, mentre il suo avversario faticava a trovare ordine.

L’inizio del terzo set ha fatto temere il peggio per Medvedev, subito breakkato. La reazione però è stata immediata: controbreak e cambio totale di atteggiamento. Da lì si è visto un Medvedev più lucido e compatto, efficace al servizio e più attento nello scambio. Aspettato il momento giusto, Daniil ha strappato ancora la battuta a Marozsan e si è preso il terzo set. Nel quarto parziale ha poi dominato senza discussioni, infliggendo un netto 6-0 e infilando nove game consecutivi. In quella fase l’ungherese non è riuscito a trovare contromisure, sbagliando praticamente ogni tentativo offensivo.

Il set decisivo è stato una prova di nervi e tenuta mentale. Marozsan è riuscito a ritrovare concentrazione per l’ultimo sforzo, ma Medvedev si è fatto trovare pronto. I primi game sono stati lottati punto su punto, finché Daniil ha piazzato il break decisivo, dopo che il primo era stato recuperato. Da lì l’ungherese ha ceduto. Una vittoria spettacolare per Medvedev, al termine di un vero thriller. Nel prossimo turno l’ex numero uno del mondo se la vedrà con Learner Tien, reduce dal successo su Nuno Borges (7-6 [9], 6-4, 6-2).

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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