Luciano Spalletti

Aggiornato Lun 01 Giu 2026 alle 15:51

La stagione di Luciano Spalletti alla Juventus si chiude con un bilancio agrodolce: la qualificazione alla Champions League sfumata nell’ultima giornata, dopo la sconfitta contro la Fiorentina, e una riflessione pubblica che il tecnico toscano ha condotto senza risparmiarsi. «Io prima di tutto bisogna che metta in discussione me stesso», ha dichiarato a Sky Sport dopo il ko che ha complicato in modo decisivo la corsa al quarto posto. Un’ammissione rara, che dice molto del personaggio e del percorso compiuto in questa prima stagione bianconera.

Le ultime notizie su Spalletti raccontano di un allenatore che non si nasconde dietro alibi, ma che allo stesso tempo non accetta la narrazione del fallimento totale. «A voi vi piace dare dei falliti», ha attaccato ai microfoni di Dazn, difendendo il lavoro svolto e la crescita della squadra. «Siamo dentro l’Europa League, potevi essere fuori anche da quella», ha ricordato, invitando tutti — stampa, tifosi e addetti ai lavori — a una valutazione più equilibrata di una stagione comunque ricca di segnali positivi.

Il rinnovo e il progetto bianconero

Al di là delle ultime settimane difficili, le novità più significative riguardano il futuro. Ad aprile, Spalletti ha ufficializzato il rinnovo del suo contratto con la Juventus fino al 2028, annunciandolo direttamente ai giocatori prima di un allenamento mattutino con un discorso toccante: «Ogni volta che vi vedo mi viene in mente la Juve». Una scelta che ha consolidato il progetto tecnico e dato alla dirigenza bianconera una base solida su cui costruire.

Con la guida tecnica definita, il club si è mosso anche sul mercato. Tra i profili seguiti con maggiore attenzione figura Kim Min-jae, già allenato da Spalletti al Napoli nella stagione dello scudetto e ora al Bayern Monaco, individuato come grande obiettivo in caso di cessione di Bremer. In attacco si valutano diverse opzioni, tra la possibile permanenza di Dusan Vlahovic — il cui rinnovo sarebbe stato accolto con grande favore dal tecnico — e piste alternative. A centrocampo, invece, Spalletti avrebbe indicato Ederson dell’Atalanta come obiettivo prioritario, anche se la concorrenza dell’Atletico Madrid rende la trattativa complessa. Sullo sfondo resta il nome di Alisson Becker, portiere del Liverpool già allenato dal toscano ai tempi della Roma, come possibile rinforzo tra i pali.

Una stagione tra alti e bassi: da Istanbul alla rimonta Champions

Per comprendere il percorso di Spalletti alla Juventus bisogna ripercorrere i momenti chiave di questa stagione. A febbraio, la disfatta di Istanbul contro il Galatasaray per 5-2 aveva rappresentato il punto più basso: «Abbiamo fatto non uno ma tre passi indietro», aveva tuonato il tecnico, senza risparmiare critiche ai suoi. L’eliminazione dalla Champions League aveva aperto una fase di crisi, con quattro sconfitte in cinque partite e la qualificazione europea in serio pericolo.

La reazione, però, era arrivata. A marzo e aprile la Juventus aveva inanellato una serie di risultati positivi che avevano riportato il quarto posto a portata di mano. La vittoria sul Bologna per 2-0, con i gol di Jonathan David e Marcus Thuram, aveva rilanciato le ambizioni europee e avvicinato persino il secondo posto, con Milan e Napoli distanti solo tre punti. «Vedere i ragazzi gioire tutti insieme è la cosa più importante», aveva sottolineato Spalletti, elogiando la coesione del gruppo. «Stiamo migliorando anche perché la nostra squadra offre un buon calcio, ma soprattutto perché è composta da ragazzi che si vogliono bene».

Un cammino che aveva convinto anche la dirigenza a blindare il tecnico con il rinnovo anticipato, segno di una fiducia reciproca costruita giorno dopo giorno alla Continassa. Secondo le ricostruzioni di Tuttosport, alla base dell’accordo c’era la volontà di Spalletti di essere centrale in ogni scelta tecnica, a partire dal mercato estivo, con l’obiettivo dichiarato di consegnare alla Juventus una rosa competitiva fin da subito per puntare in alto sia in Italia che in Europa.

Il finale di stagione amaro non cancella dunque quanto costruito. La Juventus di Spalletti ha mostrato un’identità di gioco riconoscibile, una coesione di gruppo rara e una capacità di reazione che in passato era mancata. Le ultime notizie parlano di un tecnico che guarda già alla prossima stagione con ambizione, consapevole che con i giusti innesti il salto di qualità è possibile. «Un club come la Juve merita di stare in Champions», ha ribadito dopo la sconfitta con la Fiorentina. E la sensazione è che Spalletti farà di tutto per tornarci.