Gaffe Paolo Petrecca: le stoccate di Franco Bragagna, voce di 17 cerimonie

Articolo di Fabrizio Ponciroli

L'imbarazzo per quanto accaduto in cabina di commento durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi è ancora grande.

Le disquisizioni sul commento di Paolo Petrecca durante la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali proseguono senza sosta. C’è tanta indignazione per quanto accaduto, con diverse accuse nei confronti della televisione di stato per aver fatto una scelta ritenuta non all’altezza dell’importanza dell’evento. Da ricordare che, in realtà, Paolo Petrecca non era previsto: il commento era stato affidato ad Auro Bulbarelli, giornalista sportivo di lungo corso ed ex direttore di Rai Sport. La diffusione anticipata della notizia sulla presenza del presidente Sergio Mattarella avrebbe però innescato un cambio improvviso.

Poi, come noto, il commento è stato oggetto di critiche infinite. Non sono mancate le imprecisioni. Paolo Petrecca, tifoso della Lazio, ha citato lo Stadio Olimpico di Roma invece di San Siro. Poco dopo ha confuso Matilda De Angelis con Mariah Carey, protagoniste dello spettacolo in momenti diversi. Ha poi scambiato la presidente del CIO Kirsty Coventry per la figlia del presidente Mattarella. Ha fatto discutere anche una sua battuta sulla sequenza dedicata a Verdi, Rossini e Puccini: “Se Puccini si fosse chiamato Bianchini avremmo avuto Rossini, Bianchini e Verdi a rappresentare i colori della nostra bandiera”.

Franco Bragagna, commentatore per la Rai di ben 17 cerimonie olimpiche, ha commentato così la faccenda: “Non mettetemi in imbarazzo. C’è una frase di Andreotti che riassume quello che penso: se non puoi parlarne bene, non dire niente”, le sue parole al Corriere della Sera. Il navigato ed esperto Franco Bragagna, 35 anni alla TV di stato, ha poi dato un “consiglio” frutto della sua lunga esperienza: “Per un evento del genere non devi avere calate regionali. Il conduttore deve parlare italiano pulito perché tutti devono identificarsi. E poi devi essere preparato dalla vita. Lo sport, la geopolitica, la cultura: devi avere dentro tutto, deve essere una passione che coltivi. Bisogna studiare perché la cerimonia di apertura dei Giochi è piena di colpi di scena e devi avere gli anticorpi”.

Una presa di posizione chiara e professionale. Franco Bragagna va anche oltre, soprattutto quando si sofferma sul fatto che non siano stati riconosciuti moltissimi sportivi tedofori. Pur evidenziando come non sia affatto semplice, ha spiegato come “Non puoi riconoscere solo Paola Egonu“.

Insomma, l’ex commentatore Franco Bragagna, ora opinionista televisivo, punta il dito sulla mancanza di preparazione e su “una enorme sopravvalutazione di sé” da parte di Paolo Petrecca. Detto da uno che è stata la voce di ben 17 cerimonie olimpiche è chiaro che ha un peso specifico notevole.

Giornalista dal 2003, ha maturato, nel corso degli anni, diverse esperienze nel mondo dell’editoria e della comunicazione. Ha scritto libri a tema sportivo (Pianeta Vale, Wrestling semplicemente spettacolo) e di genere fanta-thirller (La Macchia, La Libellula). Opinionista radiofonico e televisivo. Collezionista action figures e album figurine.

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