Dopo aver conquistato la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, la nazionale femminile statunitense di hockey su ghiaccio ha deciso di non recarsi alla Casa Bianca per le celebrazioni ufficiali
Dopo aver conquistato la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, la nazionale femminile statunitense di hockey su ghiaccio ha deciso di non recarsi alla Casa Bianca per le celebrazioni ufficiali. Un’assenza che suona come un rifiuto nei confronti di Donald Trump, che le avrebbe volute a Washington in occasione del tradizionale Discorso sullo Stato dell’Unione, uno degli appuntamenti politici più solenni negli Stati Uniti, durante il quale il presidente si rivolge a Camera e Senato per tracciare un bilancio della situazione nazionale e internazionale.
C’è un motivo ufficiale dietro a questo rifiuto: “Siamo sinceramente grate per l’invito rivolto alla nostra nazionale femminile di hockey su ghiaccio, vincitrice della medaglia d’oro, e apprezziamo profondamente il riconoscimento per questo straordinario risultato – ha dichiarato un portavoce di Usa Hockey alla NBC News -. A causa delle tempistiche e di impegni accademici e professionali già programmati dopo i Giochi, le atlete non potranno partecipare”.
Dietro alla mancata partecipazione ci potrebbe essere anche dell’altro, visto quanto successo subito dopo la vittoria dell’oro da parte della nazionale maschile (trionfatrice in finale contro il Canada). Trump aveva telefonato negli spogliatoi, mentre i giocatori festeggiavano, per invitarli ufficialmente alla Casa Bianca. Durante la chiamata, però, tra le risate generali aveva aggiunto: “Devo far venire anche le ragazze, altrimenti probabilmente verrei messo sotto accusa se non invitassi anche loro”.
Lindsey Vonn intanto è tornata a casa: la sciatrice statunitense, reduce dal drammatico incidente nella discesa libera delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, è stata infatti dimessa dall’ospedale, come ha confermato in un post su Instagram in cui ha rivelato nuovi dettagli del suo infortunio: “Quando si subisce un trauma così grave in una zona del corpo il sangue si accumula e si blocca, fondamentalmente schiacciando tutto”.
La Vonn ha spiegato di aver rischiato di perdere la gamba, salvata dal dottor Tom Hackett, chirurgo ortopedico che lavora per il Team Usa: “L’ha aperta e l’ha lasciata respirare e mi ha salvata. Se non avessi gareggiato, non sarebbe stato lì e non sarebbe stato in grado di salvarmi la gamba”. Come se no bastassero i traumi sull’arto sinistro, si è scoperto solo ora che durante la caduta si è rotta anche la caviglia destra.
Andrea Gussoni
Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.