Salto in alto

Aggiornato Ven 14 Ago 2026 alle 16:38

Il salto in alto torna al centro dell’attenzione con Gianmarco Tamberi protagonista assoluto delle ultime notizie. L’azzurro, a pochi giorni dal meeting di Heilbronn, si prepara a un appuntamento cruciale in vista dei Mondiali di Tokyo, cercando di lasciarsi alle spalle un periodo difficile che ha messo a dura prova la sua serenità agonistica.

Tamberi verso Heilbronn: riscatto dopo Caorle

Le ultime news sul campione marchigiano raccontano di un atleta determinato a ritrovare se stesso. Dopo il deludente quinto posto ai campionati italiani di Caorle, dove aveva saltato appena 2,12 metri, Gianmarco Tamberi ha scelto di non aspettare e di rimettersi subito in gioco. La sua partecipazione all’Internationales Hochsprung Meeting di Heilbronn, in Germania, svoltosi il 10 agosto, rappresenta la risposta concreta a chi lo dava in difficoltà. «Voglio rimanere con l’idea che le cose andranno diversamente, prima ci si prova a rialzarsi e più possibilità hai di riuscirci», ha dichiarato Gimbo attraverso il suo canale YouTube, con la consueta schiettezza che lo contraddistingue.

Ad Heilbronn Tamberi ha trovato una concorrenza di altissimo livello: presenti Mutaz Barshim, il qatariota con cui condivise lo storico oro olimpico a Tokyo, il neozelandese Hamish Kerr — campione olimpico a Parigi 2024 — e il coreano Woo Sang-hyeok, campione iridato. Un banco di prova ideale per misurare lo stato di forma in vista dei Mondiali di Tokyo, in programma a partire dal 13 settembre, dove Tamberi si presenterà da campione iridato in carica.

Il contesto personale aggiunge ulteriore significato a questa fase della carriera di Gimbo: in attesa di diventare padre per la prima volta, l’azzurro vive un momento di grande intensità emotiva, che sembra alimentare piuttosto che frenare la sua voglia di competere.

Il percorso di rinascita dopo Parigi 2024

Per comprendere appieno la situazione attuale di Tamberi, è necessario ripercorrere quanto accaduto nell’ultimo biennio. Le Olimpiadi di Parigi 2024 avevano rappresentato una delle pagine più dolorose della sua carriera: colpito da una colica renale nei giorni precedenti alla finale, Gimbo non era riuscito a superare i 2,27 metri, chiudendo all’undicesimo posto e cedendo il titolo olimpico proprio a Kerr. Le lacrime di Tamberi a Parigi avevano fatto il giro del mondo, simbolo di una sconfitta subita più dalla sorte che dalla volontà.

La reazione, tuttavia, era stata immediata e caratteristica del personaggio. Già pochi giorni dopo Parigi, Tamberi aveva vinto una tappa di Diamond League a Chorzow, in Polonia, saltando 2,31 metri dopo aver rischiato seriamente l’eliminazione alla misura d’ingresso. «Riparto da qua», aveva dichiarato, e le parole si erano rivelate profetiche: a settembre dello stesso anno aveva chiuso la stagione con una brillante vittoria a Bruxelles, saltando 2,34. Prima ancora, a giugno, aveva conquistato il titolo europeo a Roma con un salto da 2,37, record dei campionati e miglior prestazione mondiale stagionale fino a quel momento.

Nonostante questi risultati di rilievo, il futuro olimpico di Tamberi restava incerto: a fine 2024 l’azzurro aveva ammesso che pensare a Los Angeles 2028 era «più complicato», legando ogni decisione alla capacità del suo corpo di sostenere i carichi di lavoro necessari. Una riflessione onesta, coerente con l’approccio sempre trasparente che Gimbo ha nei confronti dei propri tifosi.

Il salto in alto mondiale: un panorama di eccellenza

Le ultime notizie sul salto in alto internazionale restituiscono l’immagine di una disciplina in grande salute, con una generazione di atleti straordinari sia al maschile che al femminile. Sul fronte femminile, la vera dominatrice degli ultimi anni è stata l’ucraina Yaroslava Mahuchikh, capace di inanellare una serie di risultati storici: campionessa mondiale a Budapest nel 2023, campionessa europea, e poi oro olimpico a Parigi 2024 con la misura di 2,00 metri. Prima ancora, nel luglio 2024, aveva firmato il nuovo record del mondo con 2,10 metri durante la tappa di Diamond League di Parigi, abbattendo il primato della bulgara Stefka Kostadinova che resisteva dal lontano 1987.

Originaria di Dnipro, costretta a lasciare l’Ucraina a causa della guerra, la Mahuchikh ha trasformato ogni sua vittoria in un messaggio di speranza per il suo Paese. «Alla fine ho firmato per l’Ucraina la storia dell’atletica mondiale», aveva dichiarato dopo il record mondiale, con parole che vanno ben oltre il semplice risultato sportivo. A soli 24 anni, l’ucraina si conferma come la figura più dominante nel panorama del salto in alto femminile degli ultimi anni.

Nel complesso, le ultime notizie sul salto in alto disegnano una disciplina vivace e competitiva, con Tamberi che punta a riconquistare il titolo mondiale a Tokyo e una nuova generazione di atleti pronti a scrivere ulteriori pagine di storia. L’appuntamento giapponese si preannuncia come uno degli eventi più attesi della stagione atletica, con l’azzurro chiamato a dimostrare che il suo percorso di rinascita è tutt’altro che concluso.