Rally
Aggiornato Mar 08 Set 2026 alle 10:11Il mondo del rally italiano attraversa un periodo segnato da luci e ombre: da un lato le gioie sportive, dall’altro una serie di tragedie che hanno scosso profondamente l’ambiente. Le ultime notizie parlano chiaro: in pochi mesi si sono registrati episodi drammatici che hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle competizioni su strada.
Due tragedie in pochi giorni: Sappracone e lo spettatore del Rally 1000 Miglia
Il fine settimana tra il 6 e il 7 settembre 2026 resterà impresso nella memoria del motorsport italiano come uno dei più dolorosi degli ultimi anni. Al Rally 1000 Miglia, durante la prova speciale di sabato in Valsabbia, nel Bresciano, uno spettatore di 63 anni residente a Caselle Torinese è stato travolto e ucciso da una Skoda Fabia impegnata in gara. L’uomo si trovava a bordo strada insieme alla moglie e alla figlia, probabilmente per scattare una fotografia nei pressi di una curva, quando l’auto lo ha investito dopo essere uscita da un tornante. I soccorsi sono stati immediati ma inutili. La competizione è stata sospesa e la Procura ha aperto un’inchiesta per accertare le responsabilità.
Appena ventiquattr’ore dopo, una nuova tragedia ha colpito il rally italiano. Durante la prima prova speciale del Rally Val d’Aveto, nell’entroterra genovese, il copilota Stefano Sappracone, 43 anni, di Sanremo, ha perso la vita dopo che la Skoda Fabia guidata dal pilota Stefano Scapellato è uscita di strada nei pressi di Mileto, nel territorio di Rezzoaglio, finendo contro un albero. Sappracone è rimasto schiacciato tra il sedile e la carrozzeria ed è morto sul colpo. Il pilota ha riportato ferite lievi. Poche ore prima dell’incidente, lo stesso Sappracone aveva pubblicato sui social un video delle prove, ignaro di quello che sarebbe accaduto. Gli organizzatori hanno immediatamente sospeso la manifestazione, che rappresentava la quinta prova della Coppa Rally di Zona 2 e aveva raccolto 71 equipaggi iscritti. I carabinieri stanno ora lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.
Due incidenti gravissimi in quarantotto ore che si inseriscono in un quadro già pesante: a giugno 2025, durante i test pre-gara del Rally di Polonia, aveva perso la vita Matteo Doretto, campione italiano Junior 2024, appena 21 anni, la cui Peugeot 208 Rally4 era finita contro un albero nelle strade attorno a Elganowo. Il suo copilota Samuele Pellegrino era sopravvissuto. E ancora, nell’ottobre 2025, il motociclista portoghese Jorge Brandao era morto durante l’ultima tappa del Rally del Marocco, caduto nelle grandi dune dell’Erg Chebbi a Merzouga.
Il rally piange Alex Fiorio: addio a un protagonista di un’epoca d’oro
Tra le ultime notizie che hanno segnato il mondo delle competizioni rally, c’è anche il lutto per la scomparsa di Alex Fiorio, morto ad agosto 2026 a 61 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore allo stomaco. Figlio di Cesare Fiorio, uno degli artefici dell’epopea sportiva della Lancia, Alex aveva saputo costruirsi un percorso autonomo e brillante: nel 1987 conquistò il Mondiale Gruppo N con la Lancia Delta HF 4WD, poi il terzo posto nel Mondiale 1988 e il secondo nel 1989, alle spalle di Miki Biasion. In carriera raccolse dieci podi iridati e quarantacinque vittorie di prova speciale, diventando uno dei simboli di una generazione d’oro del rally italiano.
Dopo il ritiro dalle corse, Fiorio era rimasto una figura centrale nell’ambiente, ideando e organizzando la Fiorio Cup, la manifestazione che riuniva piloti di generazioni e nazionalità diverse nella suggestiva cornice della Masseria Camarda, residenza di Cesare Fiorio in Puglia. L’ultima edizione, la quinta, si era svolta nell’ottobre 2025 e aveva visto trionfare il vice campione d’Europa Andrea Mabellini, che aveva avuto la meglio sul francese Pierre Loubet e sullo spagnolo Jan Solans. Una competizione vivace, con il confronto tra la scuola rallistica italiana e quella europea che aveva visto prevalere l’Europa per 69 punti contro i 60 dell’Italia. Cesare Fiorio, commentando a caldo, aveva sottolineato come la vittoria di un italiano dovesse essere di stimolo per una maggiore considerazione dei prodotti di casa nostra. Quella edizione della Fiorio Cup è stata l’ultima organizzata con Alex come deus ex machina: una perdita enorme per tutto il movimento.
Il tema della sicurezza negli sport motoristici su strada torna dunque prepotentemente al centro del dibattito. Gli incidenti di questo fine settimana, come quelli che li hanno preceduti, pongono domande difficili sulla gestione del pubblico lungo le prove speciali e sulle misure di protezione per piloti e spettatori. Ogni tragedia riapre ferite mai del tutto rimarginate in un ambiente che ama profondamente la propria disciplina ma che sa bene quanto il confine tra spettacolo e pericolo possa essere sottile. Le indagini in corso sul Rally Val d’Aveto e sul Rally 1000 Miglia dovranno fare luce sulle responsabilità e, si spera, contribuire a rendere le gare più sicure per tutti.