Figlio di Cesare Fiorio, fu capace di costruire un percorso indipendente da quello del padre, sfiorando anche il Mondiale WRC.
Il mondo dell’automobilismo e dei rally in particolare saluta con commozione Alex Fiorio, scomparso a 61 anni dopo aver lottato contro un tumore allo stomaco. La malattia era stata resa pubblica solo pochi mesi fa, quando l’ex pilota aveva scelto di raccontare personalmente il proprio percorso di cure.
Nato a Torino nel 1965, figlio di Cesare Fiorio, uno dei grandi artefici dell’epopea sportiva della Lancia, Alex era riuscito presto a costruire un percorso indipendente da quello del padre: nel 1987 conquistò il Mondiale Gruppo N con la Lancia Delta HF 4WD, entrando poi stabilmente nell’élite del WRC con il terzo posto nel Mondiale 1988 e il secondo l’anno successivo, alle spalle di Miki Biasion. In totale raccolse dieci podi iridati e quarantacinque vittorie di prova speciale.
Terminata l’epoca della Delta, Fiorio passò a guidare una Ford Sierra RS Cosworth, tornando successivamente sulla Delta con Astra Racing. Nel Campionato Europeo vinse tre edizioni consecutive del Rally di Cipro, mentre nel 2002 tornò nel Mondiale Produzione con Mitsubishi, conquistando una vittoria di categoria in Finlandia. Negli anni successivi era rimasto una figura centrale nell’ambiente, tra eventi, attività formative e la Fiorio Cup, la manifestazione da lui ideata che riuniva piloti di generazioni diverse.
Alex Fiorio apparteneva a una generazione fra le più brillanti del rally italiano, era stato protagonista in macchina e aveva continuato a esserlo anche dopo, mantenendo un rapporto diretto con gli appassionati e raccontando il rally con competenza e passione. Aveva inoltre prestato la propria competenza ad altre discipline motoristiche in qualità di team manager, vincendo il titolo costruttori della classe 125 nel 2000 con il team Honda Benetton Playlife Racing.