Milano-Sanremo

Aggiornato Mer 25 Mar 2026 alle 11:49

La Milano-Sanremo ha scritto un’altra pagina indimenticabile della sua storia centenaria. Nell’edizione 2026, la 117ª della Classicissima, Tadej Pogačar ha finalmente conquistato il trofeo che più gli mancava, vincendo sul traguardo di Via Roma davanti a Thomas Pidcock e Wout Van Aert. Un successo che arriva dopo anni di tentativi e piazzamenti sempre più vicini alla vetta, e che porta con sé una storia di caduta, resilienza e lavoro di squadra da brividi.

Pogačar e la caduta che avrebbe potuto cambiare tutto

La vittoria di Pogačar alla Classicissima non è stata affatto scontata. Il campione del mondo sloveno è caduto nel corso della gara, in un momento che avrebbe potuto compromettere definitivamente le sue ambizioni. “Quando sono caduto, per un secondo ho pensato che fosse tutto finito”, ha confessato a caldo il corridore dell’UAE Team Emirates XRG. “È successo poco prima della parte più importante della corsa. Per fortuna sono risalito subito in bici. I miei compagni di squadra Florian Vermeersch e Felix Grossschartner hanno dato tutto per riportarmi davanti. Mi hanno dato speranza. Senza squadra, sarei andato dritto a Sanremo a guardare l’arrivo”.

Una volta rientrato nel gruppo, Pogačar ha dovuto gestire anche le condizioni di gara non ideali: “Prima del Poggio c’era un po’ di vento contrario. Non era una situazione ideale come l’anno scorso. Avevo timore di Tom Pidcock, sappiamo tutti che è esplosivo e veloce. Non potevo aspettare troppo, quindi ho lanciato presto lo sprint”. La scelta si è rivelata vincente, con Pidcock che ha comunque disputato una gara straordinaria chiudendo al secondo posto, seguito da Van Aert.

Il successo assume un sapore ancora più speciale se si considera il percorso che ha portato Pogačar fino a questo traguardo. Nelle ultime edizioni, lo sloveno aveva inanellato una serie di piazzamenti in crescendo: dodicesimo nel 2020, quinto nel 2022, quarto nel 2023, terzo nel 2024 e ancora terzo nel 2025, sempre beffato da avversari di altissimo livello. Già a novembre 2025 aveva dichiarato apertamente che la Milano-Sanremo era uno dei suoi obiettivi principali per il 2026, insieme alla Parigi-Roubaix e al Tour de France.

Un’edizione ricca di numeri e record storici

La 117ª edizione della Milano-Sanremo, presentata da Crédit Agricole e organizzata da RCS Sport, ha preso il via da Pavia — confermando l’accordo pluriennale tra gli organizzatori e la città lombarda — per concludersi dopo 298 chilometri sul classico traguardo di Via Roma. Con questa vittoria, Pogačar ha raggiunto la sua 110ª vittoria da professionista, un traguardo che mancava nel circuito dal 2019, quando Peter Sagan aveva toccato quota 110 nella terza tappa del Tour Down Under.

Sul fronte dei record storici, i numeri della Classicissima raccontano di un’attesa durata ben 43 anni: l’ultimo campione del mondo in carica a vincere la Milano-Sanremo era stato Beppe Saronni nel 1983. Pogačar ha quindi interrotto un digiuno lunghissimo, aggiungendo un altro capitolo straordinario alla sua già leggendaria carriera. Da segnalare anche la prestazione di Tom Pidcock, che con il secondo posto ha realizzato la doppietta Milano-Torino e Milano-Sanremo, impresa che non riusciva dal 1957, quando ci riuscì Miguel Poblet.

Sul fronte femminile, la seconda edizione della Sanremo Women — 156 km da Genova a Sanremo — è andata a Lotte Kopecky (Team SD Worx – Protime), che ha preceduto Noemi Ruegg (EF Education – Oatly) e l’italiana Eleonora Gasparrini (UAE Team ADQ).

Il dominio recente della Classicissima: da Van der Poel a Pogačar

Per comprendere appieno il valore del successo di Pogačar, vale la pena ripercorrere le ultime edizioni della corsa. Nel 2023 e nel 2025, Mathieu Van der Poel si era imposto in modo dominante, diventando il corridore più vincente della manifestazione nell’era recente. Nell’edizione 2025, l’olandese dell’Alpecin-Deceuninck aveva preceduto Filippo Ganna e proprio Pogačar in una volata a tre al termine di una gara spettacolare, nella quale lo sloveno aveva tentato più volte di fare la differenza in salita senza riuscire a scrollarsi di dosso i rivali. Nel 2024, invece, era stato Jasper Philipsen a trionfare, sfruttando il lavoro prezioso di Van der Poel nella discesa del Poggio.

Quella del 2026 segna dunque un cambio della guardia al vertice della Classicissima di primavera, con Pogačar che si prende finalmente la rivincita su una corsa che sembrava sfuggirgli sempre per un soffio. La caduta, il rientro, il lavoro della squadra e la scelta tattica di anticipare lo sprint: tutti elementi che rendono questa vittoria ancora più significativa nella narrativa sportiva del campione sloveno, che ora può dire di aver vinto tutte le Classiche Monumento tranne la Parigi-Roubaix, suo prossimo grande obiettivo dichiarato.