Gigi Datome
Aggiornato Gio 02 Lug 2026 alle 11:53Gigi Datome è una delle figure più iconiche del basket italiano degli ultimi vent’anni. Dalle ultime notizie che lo riguardano emerge il ritratto di un uomo che, dopo aver chiuso la carriera da giocatore, ha saputo reinventarsi con la stessa dedizione e intelligenza che lo hanno contraddistinto sul parquet. Le novità più recenti lo vedono protagonista in un duplice ruolo: dirigente della Federazione Italiana Pallacanestro e volto di riferimento per il movimento azzurro in vista degli appuntamenti internazionali.
Datome dirigente: il sogno di una medaglia agli Europei
Nell’estate del 2025, con gli Europei di basket alle porte, Datome ha parlato apertamente delle ambizioni dell’Italia. Da dirigente, mettendo a disposizione del gruppo guidato da coach Pozzecco tutta la sua esperienza internazionale, il sardo non ha nascosto il proprio sogno: “Italia da podio? Perché no. È il mio sogno, ci spero. Non ci sono riuscito da giocatore”, ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport. Una confessione che racconta molto di un uomo che ha sempre vissuto la maglia azzurra come qualcosa di più di un semplice lavoro. Le sue parole prima degli Europei 2025 hanno acceso l’entusiasmo dei tifosi italiani, consapevoli che dietro quella dichiarazione c’è una vita intera dedicata alla Nazionale.
Il percorso che ha portato Datome a ricoprire questo ruolo era stato anticipato già nel 2023, quando il presidente della FIP Giovanni Petrucci aveva annunciato con entusiasmo il suo coinvolgimento: “È Gigi Datome, stimato in tutto il mondo del basket, un ambasciatore”. Una stima che trascende i confini italiani e che rende la sua presenza nello staff federale un valore aggiunto non solo tecnico, ma anche diplomatico e relazionale.
La carriera da giocatore: una vita in azzurro e nei grandi club
Per comprendere il peso specifico di Datome nel panorama cestistico italiano, basta ripercorrere i numeri della sua carriera. L’ultima partita da giocatore, disputata nel settembre 2023 contro la Slovenia di Luka Dončić ai Mondiali, ha rappresentato il sipario su una storia straordinaria: 203 presenze con la Nazionale, 323 contando le giovanili — record assoluto — e 21 estati consecutive in azzurro sotto cinque commissari tecnici diversi, da Carlo Recalcati fino a Gianmarco Pozzecco.
A livello di club, la carriera di Luigi Datome ha toccato le vette più alte del basket mondiale. Dopo gli anni alla Virtus Roma, il passaggio in NBA con Detroit Pistons e Boston Celtics, poi il Fenerbahçe — con cui ha vinto l’EuroLeague nel 2017 — e infine il ritorno all’Olimpia Milano, dove ha chiuso da campione d’Italia per due stagioni consecutive. Non è un caso che proprio con l’Olimpia abbia legato il capitolo finale della sua avventura agonistica, contribuendo a uno dei cicli vincenti più importanti nella storia recente del club biancorosso.
In una lettera pubblicata sui canali dell’Eurolega nel gennaio 2023, Datome aveva scritto consigli al sé stesso da giovane, rivelando rimpianti e gratitudine: “Non ti preoccupare, andrà tutto bene, ma prima di tutto vorrei che fossi grato alla tua famiglia”. Parole che fotografano la profondità umana di un atleta che ha sempre saputo mettere le persone davanti ai risultati, pur inseguendo l’eccellenza con ogni mezzo a disposizione.
Il legame con l’Olimpia Milano e i 90 anni del club
Il filo che lega Datome all’Olimpia Milano non si è spezzato con il ritiro. A gennaio 2026, in occasione dei 90 anni del club biancorosso, Datome è stato tra i protagonisti della mostra celebrativa “90 anni di storie e passione”, inaugurata allo Scalo Milano Hub insieme alla leggenda Dino Meneghin. Per l’occasione, i due hanno presentato una maglia speciale per l’anniversario, realizzata con i classici colori sociali e arricchita dal logo celebrativo dei nove decenni di storia.
La presenza di Datome in quella cerimonia non è stata casuale: rappresenta il ponte ideale tra il passato glorioso del club — 31 Scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Korac — e un presente in cui lui stesso, da dirigente, contribuisce a costruire il futuro della pallacanestro italiana. Un ruolo che aveva iniziato a prepararsi già nell’estate del 2023, quando aveva dichiarato: “Sarà un anno di rodaggio, studierò da dirigente”. La transizione si è rivelata naturale, quasi inevitabile per un uomo che ha sempre vissuto il basket come una vocazione totale.
Le ultime notizie su Gigi Datome restituiscono dunque l’immagine di una figura in continua evoluzione: non più il capitano che trascina i compagni sul parquet, ma una guida silenziosa e autorevole che lavora nell’ombra per far crescere il movimento. Il sogno della medaglia agli Europei, inseguito per tutta la carriera da giocatore, ora prende una forma nuova — forse più matura, certamente non meno appassionata.