Davide Brivio
Aggiornato Sab 25 Apr 2026 alle 08:47Davide Brivio è uno dei manager sportivi italiani più versatili e rispettati degli ultimi vent’anni. La sua carriera, costellata di titoli mondiali e scelte coraggiose, racconta la storia di un uomo capace di reinventarsi continuamente, passando dalle due ruote alle quattro e poi di nuovo alle moto, sempre con la stessa fame di vittoria che lo ha contraddistinto fin dai tempi della Yamaha.
Da Trackhouse Racing alla sfida alla Ducati
Le ultime novità che riguardano Brivio arrivano dall’inizio della stagione MotoGP, quando il manager brianzolo, ora alla guida del Trackhouse Racing Team, ha lanciato un messaggio chiaro al paddock. In qualità di partner Aprilia, Brivio ha dichiarato apertamente che la Ducati, dominatrice assoluta del campionato precedente, è il bersaglio principale da colpire. “Sono felice di essere partner di Aprilia”, ha spiegato ai microfoni di Crash.net. “Ovviamente ora in MotoGP la Ducati è molto forte, ma penso che Aprilia sia in un’ottima posizione per essere una sfidante seria, insieme a KTM”.
Brivio ha sottolineato come la moto italiana abbia compiuto passi importanti sul fronte aerodinamico, al punto che, a suo dire, altri costruttori avrebbero preso spunto dalle soluzioni sviluppate da Aprilia. Un segnale di competitività che il manager legge come un risultato già significativo. Le dichiarazioni di Brivio sulla Ducati confermano la sua visione strategica: costruire un progetto solido nel tempo, esattamente come ha fatto la casa di Borgo Panigale negli anni precedenti.
Il percorso che ha portato Brivio al Trackhouse Racing Team è stato tutt’altro che lineare. Dopo aver lasciato la Suzuki a fine 2020 — con il titolo mondiale di Joan Mir ancora fresco — aveva intrapreso l’avventura in Formula 1 come Racing Director dell’Alpine. Un’esperienza stimolante ma complessa, caratterizzata da una leadership condivisa che non gli aveva lasciato molto spazio per esprimere la propria visione. Nonostante una vittoria in Ungheria con Esteban Ocon e il ritorno sul podio di Fernando Alonso in Qatar, Brivio aveva ammesso di essere ancora in fase di adattamento a un mondo profondamente diverso da quello delle moto.
Il ritorno in MotoGP e il legame con Valentino Rossi
Per comprendere appieno chi è Davide Brivio, bisogna tornare alle origini della sua carriera manageriale, indissolubilmente legata a Valentino Rossi. Fu proprio lui, nei primi anni 2000, a orchestrare uno dei trasferimenti più clamorosi della storia del motomondiale: il passaggio del Dottore dalla Honda alla Yamaha. Incontri segreti nella Clinica Mobile di Brno, riunioni notturne nei box, persino nascondersi sotto un tavolo per non essere scoperti: Brivio ha raccontato più volte quei momenti con un misto di nostalgia e divertimento.
“Devo tutto a Valentino”, ha ripetuto il manager in diverse occasioni. “Ha cambiato la mentalità della Yamaha, mi ha insegnato la differenza tra partecipare e partecipare per vincere un Mondiale. Prima di lui, un podio si festeggiava. Con lui eravamo depressi per un secondo posto”. Il tributo di Brivio a Valentino Rossi è la testimonianza di un rapporto che va ben oltre il semplice sodalizio professionale: è stata una scuola di pensiero che Brivio ha poi applicato in ogni successiva esperienza.
Quella mentalità vincente lo ha accompagnato in Suzuki, dove ha costruito pazientemente un progetto partito da zero — quando la casa giapponese è rientrata in MotoGP — fino al trionfo iridato del 2020. “Il mio obiettivo era vincere un Mondiale con la Suzuki, l’ho detto subito”, aveva dichiarato nel giorno del titolo. “Siamo ripartiti da zero, ho trovato ragazzi fantastici e dei grandi piloti”. L’addio di Brivio alla Suzuki aveva sorpreso tutti, ma era coerente con il suo profilo: un manager che cerca sempre nuove sfide, anche a costo di lasciare situazioni confortevoli.
Dopo il breve ma intenso capitolo in Formula 1, il ritorno nel motomondiale era sembrato quasi inevitabile. Le voci di un suo approdo in Honda, dove avrebbe ritrovato Joan Mir, erano circolate con insistenza alla fine del 2023, ma Brivio le aveva smentite categoricamente, confermando il proprio impegno con Alpine. Poi, la svolta: il Trackhouse Racing Team e la nuova avventura con Aprilia, che oggi lo vede protagonista di una sfida ambiziosa contro la Ducati.
La parabola di Davide Brivio è quella di un manager che non si accontenta mai. Dalla Yamaha di Valentino Rossi alla Suzuki di Joan Mir, dalla Formula 1 dell’Alpine al Trackhouse Racing con Aprilia: ogni capitolo ha aggiunto un tassello a una carriera costruita sulla capacità di motivare le persone, curare i dettagli e puntare sempre al massimo. Le ultime notizie lo vedono più determinato che mai a scalfire il dominio della Ducati, forte di un’esperienza che pochi nel paddock possono vantare.