Croazia
Aggiornato Dom 28 Giu 2026 alle 01:22La Croazia ai Mondiali 2026 ha vissuto un esordio amaro, cedendo all’Inghilterra per 4-2 a Dallas nella prima partita del Gruppo K. Una sconfitta che fa male, soprattutto perché arrivata dopo un primo tempo equilibrato e ricco di colpi di scena, con la nazionale a scacchi capace di rimontare due volte prima di affondare nella ripresa sotto i colpi di Bellingham e Rashford.
Mondiali 2026: la Croazia cede all’Inghilterra in rimonta
La partita di Dallas ha raccontato molto delle due squadre. L’Inghilterra ha dominato la ripresa, chiudendo la pratica con autorità dopo un primo tempo in cui la Croazia aveva dimostrato di potersela giocare. Il match si era aperto con un episodio già destinato a far discutere: Harry Kane si è fatto ipnotizzare da Livakovic sul primo tentativo dal dischetto, ma l’arbitro francese Clement Turpin ha ordinato la ripetizione dopo l’intervento del VAR, poiché il portiere croato aveva entrambi i piedi oltre la linea di porta al momento del tiro. Una violazione netta del regolamento, che impone al portiere di mantenere almeno un piede sulla linea fino all’impatto del piede del tiratore con il pallone. Kane non ha sbagliato la seconda volta, portando avanti i Tre Leoni.
La Croazia ha reagito con orgoglio: prima il giovane talento del Como Baturina ha firmato un gol splendido di interno destro da fuori area per l’1-1, poi Petar Musa — di casa a Dallas con la maglia dell’FC Dallas in MLS — ha siglato il 2-2 nei minuti di recupero del primo tempo dopo che Kane aveva riportato avanti l’Inghilterra di testa. Un primo tempo da cardiopalma, insomma, che però non ha avuto un seguito all’altezza per la nazionale di Dalic.
Nella ripresa è cambiato tutto. Jude Bellingham ha segnato il 3-2 appena due minuti dopo il fischio iniziale, e la Croazia non ha più trovato le energie per reagire. Nonostante i cambi — dentro Kovacic, Kramaric, Vlasic e altri — la squadra non è riuscita a impensierire Pickford. A chiudere i conti ci ha pensato Marcus Rashford, attaccante del Barcellona entrato dalla panchina, con un potente diagonale che ha fissato il punteggio sul definitivo 4-2.
Livakovic nel mirino del mercato: il Torino osserva
Tra le ultime notizie che ruotano attorno alla nazionale croata, c’è anche una vicenda di calciomercato che riguarda da vicino la Serie A. Il Torino ha messo nel mirino Dominik Livakovic, portiere protagonista — nel bene e nel male — della sfida contro l’Inghilterra. Il club granata è alla ricerca di un nuovo estremo difensore dopo la deludente esperienza di Franco Israel, e il direttore sportivo Gianluca Petrachi avrebbe sondato il terreno per il portiere di Zara.
La situazione contrattuale di Livakovic è intricata: di proprietà del Fenerbahce, ha trascorso la prima parte della scorsa stagione in prestito al Girona, salvo essere rispedito in Croazia alla Dinamo Zagabria dopo l’arrivo di Ter Stegen. Il club turco, che nel frattempo ha acquistato Ederson dal Manchester City, difficilmente gli garantirà un posto da titolare nella prossima stagione, aprendo così la porta a una possibile cessione. Oltre a Livakovic, il Torino segue anche Federico Ravaglia del Bologna.
Un ciclo che si chiude: da Euro 2024 ai Mondiali 2026
Le ultime notizie sulla Croazia si inseriscono in un contesto di transizione generazionale che dura ormai da qualche anno. La fine di Euro 2024 aveva segnato un momento simbolico: Luka Modric, dopo aver annunciato il ritiro dalla nazionale al termine di quell’Europeo, aveva lasciato il campo in lacrime dopo la beffa subita dall’Italia al 98′ grazie al gol di Zaccagni. Un’immagine commovente per uno dei più grandi calciatori della storia del calcio croato.
Eppure, a sorpresa, il centrocampista oggi al Milan ha continuato a vestire la maglia a scacchi anche nelle qualificazioni ai Mondiali 2026, trascinando la Croazia alla qualificazione con prestazioni di altissimo livello nonostante i 40 anni compiuti nel settembre 2025. La sua presenza si è però rivelata fatale proprio nella gara d’esordio contro l’Inghilterra: è stato proprio Modric a commettere il fallo su Madueke che ha causato il rigore trasformato da Kane, un errore insolito per un giocatore della sua esperienza che ha condizionato l’avvio del match.
La nazionale croata si trova dunque a un bivio: dopo anni di medaglie — il secondo posto ai Mondiali in Russia, il terzo in Qatar, le semifinali agli Europei — il ciclo d’oro sembra avviarsi verso la conclusione. La sconfitta contro l’Inghilterra ai Mondiali 2026 è solo l’ultimo capitolo di una storia che ha regalato emozioni straordinarie al calcio mondiale, ma che ora deve fare i conti con il ricambio generazionale. Giovani talenti come Baturina, autore di un gol di pregevole fattura contro i Tre Leoni, rappresentano la speranza per il futuro della selezione balcanica.