Alex Schwazer
Aggiornato Lun 27 Apr 2026 alle 15:46Alex Schwazer non smette di far parlare di sé. A 41 anni, il campione olimpico dei 50 km di marcia a Pechino 2008 continua a essere uno dei personaggi più seguiti del panorama sportivo italiano, tra ritorni in gara, nuove collaborazioni professionali e dichiarazioni che fanno discutere. Le ultime notizie lo vedono protagonista su più fronti, confermando una vitalità che va ben oltre la pista.
Il ritorno in gara e la nuova vita sportiva
Dopo il tormentato addio alle gare nell’estate del 2024, quando fu costretto al ritiro per una sciatalgia durante la manifestazione di Arco in Trentino, Schwazer ha sorpreso tutti rimettendosi in marcia. A marzo 2026 ha partecipato ai campionati italiani di mezza maratona di marcia ad Alessandria, sulla distanza di 21,097 chilometri, una disciplina di recente introduzione che crea un parallelismo con la mezza maratona di corsa. Un segnale chiaro: il marciatore altoatesino, pur avendo dichiarato di non dover dimostrare più nulla a nessuno, non riesce a stare lontano dalla competizione.
Nel mezzo, a settembre 2025, aveva già fatto registrare una prestazione di rilievo: a Bolzano ha firmato il nuovo record europeo master nei 10.000 metri di marcia su pista con il tempo di 38’34″07, un risultato che vale il quarto posto nella graduatoria italiana di sempre e il terzo miglior crono del 2025. Numeri che raccontano di un atleta ancora capace di competere ad alto livello, nonostante l’età e le vicissitudini degli ultimi anni.
Cambiato anche il suo staff tecnico: dopo quasi dieci anni di collaborazione con Sandro Donati, attuale vice direttore tecnico dell’atletica azzurra, Schwazer si allena ora con l’ex ciclista Domenico Pozzovivo, un sodalizio inedito che testimonia la sua continua ricerca di stimoli nuovi.
La nuova carriera: dal Sudtirol all’analisi dei dati
Parallelamente all’attività agonistica, Schwazer ha intrapreso un percorso professionale nel mondo del calcio. Nel luglio 2025 è diventato collaboratore del Sudtirol, club della sua terra natale, con il compito di analizzare i dati atletici della squadra. Il direttore sportivo Paolo Bravo aveva spiegato alla Gazzetta dello Sport come fosse nata la collaborazione: «Da anni veniamo in ritiro vicino a Vipiteno, dove Alex è nato e vive. Lo abbiamo conosciuto e abbiamo iniziato a parlare di una collaborazione lo scorso inverno». A colpire il club non è stata solo la competenza tecnica dell’ex marciatore, ma anche la sua umiltà e passione. «È chiaramente un esperto nella materia e ci ha coinvolto subito nelle sue disamine», aveva aggiunto Bravo, lasciando aperta la porta a un possibile ingresso stabile nello staff.
Un percorso di riconversione professionale che si affianca alla sua immagine pubblica, costruita negli anni anche attraverso la partecipazione a programmi televisivi. Nel settembre 2023 era entrato nella casa del Grande Fratello Vip, dopo aver a lungo rifiutato quel tipo di esposizione mediatica, con la condizione esplicita di potersi continuare ad allenare. A dicembre dello stesso anno aveva però scelto di abbandonare il reality.
Le parole sul caso Sinner e la questione doping
Non poteva mancare, nelle ultime interviste, il tema che più di ogni altro ha segnato la vita di Schwazer: il doping e la giustizia sportiva. A gennaio 2025, in un’intervista a Repubblica, l’ex marciatore ha commentato con amarezza il caso Jannik Sinner e la vicenda del Clostebol: «Il Clostebol è l’esempio classico di come le sanzioni non siano uguali per tutti. Sinner può permettersi di difendersi da solo, altri sono morti sportivamente in silenzio, condannati per la stessa sostanza e modalità assai simili».
Schwazer ha però tenuto a distinguere la propria posizione da quella del tennista altoatesino: «Gli innocenti non devono mai prendere squalifiche, e Jannik è certamente innocente». Una dichiarazione che suona come un atto di solidarietà verso il conterraneo, ma che cela una profonda amarezza personale: «La politica è tutto, in questo mondo», ha concluso, con una frase che riassume anni di battaglie legali e sportive.
Il percorso di Schwazer rimane uno dei più complessi e controversi dello sport italiano degli ultimi vent’anni: dall’oro olimpico di Pechino, alla prima squalifica per doping ammessa, fino alla vicenda del 2016 in cui il Tribunale di Bolzano lo ha assolto ritenendo che i campioni di urina fossero stati alterati, con la squalifica sportiva che è rimasta comunque valida fino al 2024. Oggi, a 41 anni, l’atleta di Calice di Racines sembra aver trovato un equilibrio tra la voglia di competere, l’impegno professionale nel mondo dello sport e la necessità di fare i conti con un passato che, per quanto elaborato, continua inevitabilmente a fare parte della sua storia.