Gennaro Gattuso

Aggiornato Mar 27 Ott 2026 alle 23:22

Gennaro Gattuso è senza dubbio uno dei protagonisti più discussi del calcio italiano degli ultimi mesi. Dalle ultime notizie emerge un quadro completo di un tecnico che, dopo la delusione della mancata qualificazione ai Mondiali 2026 con la Nazionale, ha intrapreso una nuova avventura sulla panchina della Lazio, affrontando sfide di mercato e tensioni quotidiane con la stessa grinta che lo ha sempre contraddistinto.

Gattuso alla Lazio: un’estate di mercato tra colpi e rinunce

Ufficializzato come nuovo allenatore biancoceleste a fine giugno, Ringhio ha ereditato una squadra che necessitava di interventi significativi. Fin dal primo giorno ha indicato le priorità: un difensore centrale, un centravanti e un trequartista. Il mercato estivo della Lazio si è rivelato però un percorso tortuoso. Il primo obiettivo in attacco era Santiago Gimenez del Milan, considerato il profilo ideale per dare peso al reparto offensivo, ma la trattativa non ha trovato sbocchi concreti. Successivamente era stato chiuso l’accordo per Bamba Dieng, saltato poi per problemi emersi durante le visite mediche.

Tra le novità più rilevanti dell’estate laziale c’è stata la lunga telenovela legata a Mauro Icardi. Il club capitolino aveva avviato contatti esplorativi con l’argentino, svincolato dopo l’esperienza al Galatasaray, ma la distanza economica e le ambizioni del giocatore hanno progressivamente raffreddato la pista. Gattuso ha chiuso definitivamente la porta sull’ex Inter alla vigilia della gara con il Venezia, senza mezzi termini: ‘Nessuno discute il valore di un giocatore che ha fatto più di 250 gol in carriera, ma abbiamo preso Pinamonti e Gudmundsson, con un Icardi in più ci saremmo incartati’. Una presa di posizione netta, coerente con la filosofia di un allenatore che non vuole ingolfare la rosa con elementi difficili da gestire.

La soluzione trovata per l’attacco è passata per Andrea Pinamonti, centravanti classe 1999 del Sassuolo. L’indizio decisivo era arrivato da Bergamo: il fatto che Pinamonti non fosse nemmeno entrato in panchina nel debutto stagionale dei neroverdi contro l’Atalanta aveva confermato la sua cedibilità. La trattativa ha trovato un accordo con il giocatore per un contratto fino al 2031, anche se le resistenze di Claudio Lotito sul prezzo hanno reso il negoziato complicato fino all’ultimo.

Tensioni a Formello e la gestione del gruppo

Non solo mercato: le ultime notizie dalla Lazio raccontano anche di un episodio significativo avvenuto durante il ritiro estivo a Formello. Kenneth Taylor, centrocampista olandese arrivato a gennaio dall’Ajax per quasi 17 milioni di euro, è stato cacciato dall’allenamento da Gattuso dopo un battibecco nato da un contrasto di gioco. Il tecnico calabrese aveva invitato il giocatore a non lamentarsi, ma Taylor aveva risposto generando una tensione che ha portato all’allontanamento dal campo. L’episodio con Taylor ha fatto rapidamente il giro delle redazioni sportive, confermando l’immagine di un allenatore che pretende intensità e mentalità in ogni sessione di lavoro, senza eccezioni.

La gestione del gruppo è da sempre un marchio di fabbrica di Gattuso, che nella sua presentazione ufficiale aveva sottolineato la volontà di creare ‘un ambiente familiare’ e una squadra capace di entusiasmare i tifosi. Il tecnico ha anche tracciato le linee tattiche del suo progetto, annunciando una difesa con linea più alta rispetto all’era Sarri e un possibile 4-2-3-1 come modulo di riferimento. Le risorse economiche non illimitate a disposizione impongono però scelte oculate: ‘Dovremo sbagliare il meno possibile’, aveva avvertito già al momento della presentazione.

Il passato in azzurro e le dimissioni dalla Nazionale

Per comprendere appieno il momento attuale di Gattuso, è necessario guardare a ciò che lo ha preceduto. La sua esperienza da commissario tecnico della Nazionale italiana si è conclusa in modo amaro ad aprile, con le dimissioni arrivate dopo la sconfitta ai rigori contro la Bosnia a Zenica, che ha escluso l’Italia dai Mondiali per la terza volta consecutiva. Un epilogo doloroso per un tecnico che aveva raccolto l’eredità difficile di Luciano Spalletti e che aveva costruito un gruppo con spirito e determinazione, come dimostrato dalla vittoria nei playoff contro l’Irlanda del Nord e dalla finale poi persa in Bosnia.

Gattuso aveva guidato gli Azzurri con sei vittorie, un pareggio e una sconfitta pesante contro la Norvegia, chiudendo il suo breve mandato con la consapevolezza di aver dato tutto. ‘C’è rabbia, ma anche tanta fiducia, altrimenti non sarei qui’, aveva dichiarato al momento del suo arrivo alla Lazio, trasformando quella delusione in carburante per ripartire. Ora, a ottobre 2026, il tecnico calabrese è concentrato sul presente biancoceleste, con una squadra che sta prendendo forma e un progetto tecnico tutto da costruire nel corso della stagione.