MotoGp: Ducati, dura replica di Gigi Dall’Igna alle accuse

Il direttore generale della Ducati: “Non c’è stata violazione”

Il direttore generale della Ducati Gigi Dall’Igna in una conferenza stampa online ha risposto alle accuse in merito ad uno sconfinamento dei valori di pressione delle gomme di alcuni piloti a Jerez, tra cui lo stesso vincitore del Gp Pecco Bagnaia e Jorge Martin. “Non si puó parlare di violazioni da parte di nessuno nel momento in cui ogni casa monta i suoi sensori di pressione proprietari che servono a raccogliere dati condivisi da tutti!”. 

“I sensori possono funzionare con valori diversi l’uno dall’altro. Ve lo spiego meglio: l’agreement (riservato) tra costruttori quest’anno serve proprio a questo: le case si sono accordate per raccogliere dati nel 2022, condividere di volta in volta, per arrivare ad avere un metodo certo nel 2023 e per poterci dare una regola definitiva da rispettare tutti su criteri condivisi. In materia di pressioni gomme le case vedono tutto l’uno dell’altro, ad ogni gp. Ribadisco, tutto. Come può esserci qualcuno che si lamenta infrangendo la riservatezza dell’accordo se partecipiamo tutti e tutti vediamo quello che fanno gli altri?”, sono le parole riprese da Sky.

“Il sistema non è blindato, non essendoci sensori unificati.  Quello della pressione delle gomme è un segnale che si puó modificare. Quindi potrebbero essere veri i dati di quelli che vanno apparentemente fuori soglia e fake i dati di chi magari risulta entro i confini. Ma che senso avrebbe se l’obiettivo è quello di raccogliere dati utili a tutti? Perché attaccano noi? Non è a me che dovete chiederlo. C’è un ingegnere che ha passato dei dati, destinati a rimanere ristretti alla cerchia dei costruttori, ad un giornalista e mi dispiace che quest’ultimo non abbia fatto le verifiche che poteva fare”.

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