Michele Scarponi, una splendida carriera

'L'Aquila di Filottrano' aveva 37 anni ed era professionista dal 2002: le tappe della carriera fino alla Lampre e all'Astana.

22 Aprile 2017

La sua prima bicicletta la ricevette in dono per la Prima Comunione: era una Bianchi e da lì è iniziato l’amore di Michele Scarponi per il ciclismo. Un amore spezzato solo dalla tragica sorte e da un incidente spaventoso, all’età di 37 anni, proprio sulle strade di casa, in allenamento.

Scarponi, a inizio carriera, quando non gli avevano ancora cucito addosso il soprannome di 'Aquila di Filottrano', raccolse poche soddisfazioni fino al trionfo del 1997, a 17 anni, al campionato italiano Juniores, dove batté gli avversari sull'ascesa del Castello di Caneva: quella fu la svolta. Di lì si aprirono le porte della Nazionale, con cui gareggiò al campionato del mondo su strada di San Sebastián e a cronometro al campionato del mondo su strada di Lisbona (2001), e poi di due squadre che lo vollero tesserare:  la veneta Zalf-Désirée-Fior, dove corse 3 anni,  e la Site-Frezza-Safi-Mattiuzzo (1 anno).

Nel 2002 passò ai professionisti. Dapprima nella Acqua & Sapone-Cantina Tollo (poi diventata Domina Vacanze-Elitron), squadra di Mario Cipollini, con cui vinse una tappa alla Settimana Ciclistica Lombarda al primo anno, centrò molti piazzamenti nelle Classiche al secondo anno e trionfò, nel terzo anno, alla Settimana Ciclistica Lombarda e alla storica Corsa della Pace (primo italiano a riuscirvi) cogliendo anche il quarto posto alla Freccia Vallone e il settimo alla Liegi-Bastogne-Liegi. Nel 2005 passò in Spagna alla Liberty Seguros (poi Würth Team e poi ancora Astana), poi nel 2007 si trasferì di nuovo alla Acqua & Sapone aggiudicandosi una tappa e la classifica generale della Settimana Internazionale di Coppi e Bartali prima di essere squalificato 18 mesi (fino al novembre 2008). 

Fu dal suo rientro che si accasò alla Serramenti PVC Diquigiovanni-Androni Giocattoli di Gianni Savio, divenuta poi Androni Giocattoli. Nel 2009 partì con il botto, vincendo una tappa (arrivo a Camerino) della Tirreno-Adriaco e trionfando in generale davanti a Stefano Garzelli e Andreas Klöden. Nello stesso anno vinse anche due tappe del Giro d’Italia. Nel 2010 aprì con il successo a Chieti nella Tirreno-Adriaco, vinse la crono prologo alla Settimana Ciclistica Lombarda (di cui vinse anche la generale) e una tappa al Giro. Poi venne la Lampre-ISD: nel 2011 con la maglia blu-fucsia-verde conquistò una tappa al Giro di Sardegna, una alla Tirreno-Adriaco, una tappa e la generale alla Volta Ciclista a Catalunya, il Giro del Trentino e - dopo la squalifica di Contador - gli venne anche assegnato il Giro d’Italia. Con la Lampre vinse anche il Gran Premio Costa degli Etruschi nel 2013.

Tornato all’Astana nel 2014, partecipò al Giro d'Italia di quell'anno con gradi di capitano, ma fu costretto al ritiro per una caduta nella tappa di Montecassino. Divenne poi gregario, di gran lusso, di Vincenzo Nibali al Tour de France 2014 e al Giro d’Italia 2016: in entrambi i casi il suo supporto fu determinante nella vittoria finale dello 'Squalo dello Stretto'. Divenuto nel 2017 gregario di Fabio Aru in vista del Giro, con il forfait del 'Cavaliere dei 4 Mori' per un infortunio al ginocchio, Michele Scarponi era stato indicato come capitano dal team manager del team kazako, Alexandre Vinokourov. Il ciclista marchigiano era tornato alla vittoria pochi giorni fa, il 17 aprile, nella prima tappa del Tour of the Alps...

©Getty Images

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