Coronavirus, Nibali si sbilancia sulla ripresa

Lo Squalo guarda avanti: "Bisogna riprendere tra tre mesi o si rischia la paralisi. Il Mondiale a settembre per me sarebbe perfetto".

I tifosi a bordo strada sono l’anima del ciclismo, ma dopo la lunghissima sosta per il Coronavirus Vincenzo Nibali ritiene necessario il sacrificio di rinunciare al pubblico pur di ripartire il prima possibile.

Intervistato da ‘Repubblica’, il fuoriclasse messinese ha espresso così il proprio punto di vista: “Ricominciare a porte chiuse non deve diventare un problema esistenziale: le strade senza pubblico fanno impressione, ma sarebbe un male necessario, inevitabile. Per me è importante che si riprenda. Si può correre lo stesso, sapendo che non sarà sempre così, che il ciclismo un giorno tornerà quello di sempre. Passiamo questi tre mesi di gare, riattiviamo il sistema, è importante, rischieremmo di non ripartire più".

Passando al lato tecnico, Nibali ha già fissato, oltre al Giro d'Italia, il grande obiettivo della prossima stagione: "Se il Mondiale resta in Svizzera e a settembre, il percorso è perfetto per me. Se andrà a finire in Oman o in Qatar a novembre, tutto si complica. Dipenderà da che tipo di corsa disegneranno".   

Nibali

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