Coronavirus, la decisione del Tour crea polemiche

Gli organizzatori della Grande Boucle non mollano: "Non c'è un piano B".

Polemiche e discussioni sui social in Francia dopo la decisione degli organizzatori del Tour de France di confermare la Grande Boucle, prevista dal 27 giugno al 19 luglio. Lo riporta Le Parisien.

Non esiste un piano B. La ministra dello Sport, Roxana Maracineanu, ha detto ai microfoni di France Inter che sarebbe "di importanza capitale che il Tour, come i Giochi olimpici, potessero svolgersi". L'ipotesi sarebbe quella di un percorso modificato, probabilmente accorciato, e con il divieto di pubblico alla partenza e al traguardo delle tappe. Nel programma di quest'anno, il Tour non prevede tappe all'estero (la prima sarebbe a Nizza) e l'intera corsa era stata anticipata per non sovrapporsi alle Olimpiadi di Tokyo.

Senza Tour, molte squadre rischiano di fallire: "Stiamo parlando di un disastro totale. La mia massima è di partire sempre dal caso migliore e poi dal caso peggiore. Nel primo caso corriamo di nuovo a giugno, nel peggiore dei casi, la stagione è finita. Potrei essere un pessimista, ma chi avrebbe osato predire tre settimane fa che metà dell'Europa si sarebbe improvvisamente trovata agli arresti domiciliari?", le parole di Patrick Lefevere, general manager di Deceuninck-QuickStep.

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