Luca D’Angelo alla finestra, serata importante per lui: potrebbe tornare in panchina

Articolo di Flavio Brambilla

Il Catanzaro è atteso dalla sfida contro il Verona, in programma nell'anticipo di venerdì, un appuntamento che potrebbe pesare sul futuro di Giorgio Gorgone.

Il Catanzaro è atteso dalla sfida contro il Verona, in programma nell’anticipo di venerdì, un appuntamento che potrebbe pesare sul futuro di Giorgio Gorgone. Luca D’Angelo, dato ora in pole position, William Viali e Andrea Sottil sono i nomi che potrebbero tornare d’attualità per la panchina del Catanzaro qualora la società decidesse di interrompere il rapporto con il romano. Tre allenatori che conoscono bene il campionato di Serie B e che rappresenterebbero possibili alternative per provare a rilanciare la formazione giallorossa in un momento particolarmente delicato della stagione.

Per il momento, però, la dirigenza calabrese ha scelto di proseguire con Gorgone. Dopo una giornata di riflessioni e confronti interni, il club ha deciso di concedere un’ulteriore possibilità all’allenatore, nonostante il malcontento di una parte consistente della tifoseria. Molti sostenitori avrebbero infatti preferito un cambio immediato alla guida tecnica, puntando su un profilo di maggiore esperienza nella categoria per cercare di invertire la rotta.

Prima di arrivare alla conferma, il direttore sportivo Polito aveva esplorato altre soluzioni. Il primo obiettivo sarebbe stato Michele Mignani, con il quale aveva già lavorato a Bari, sfiorando la promozione in Serie A. L’allenatore avrebbe però declinato la proposta. Risposta negativa anche da Davide Ballardini, nel frattempo finito tra i candidati alla panchina del club turco Gençlerbirligi.

I rifiuti incassati e il calendario particolarmente ravvicinato avrebbero quindi spinto il Catanzaro a rimandare ogni eventuale decisione.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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