Michele Padovano promuove il mercato della Juventus e manda un messaggio a Luciano Spalletti

Articolo di Mauro Corno

"Secondo me quella bianconera è la società che si è mossa meglio tra tutte le grandi" osserva l'ex bomber della Vecchia Signora.

La stagione europea del calcio riparte l’8 settembre: su Sky e in streaming su NOW, andranno in scena 53 giornate di Champions League, Europa League e Conference League, raccontate dalla squadra di giornalisti e talent di Sky Sport, con nuovi studi e nuovi format che esalteranno lo show delle competizioni più attese. A Milano, in occasione della serata di lancio, c’era anche Sportal.it che ha intervistato in esclusiva Michele Padovano, ex bomber della Juventus che fa parte del gruppo di commentatori dell’emittente.

“Mi piace molto il nuovo reparto offensivo della Juve – ha premesso -. Secondo me quella bianconera è la società che si è mossa meglio sul mercato tra tutte le grandi. Ha cambiato l’asse centrale, sostituendo il portiere e inserendo Lucumí, a centrocampo ha messo Sarr che potrebbe rappresentare una vera scoperta e davanti si è rinforzata con Kolo Muani, un cavallo di ritorno, e Woltemade”.

“Su Dusan Vlahovic concordo pienamente con Giovanni Carnevali – ha aggiunto -: alla Juventus devono restare i calciatori che amano la sua maglia, che vogliono dare tutto. Certe scelte possono anche essere comprensibili ma una cosa è certa: la Vecchia Signora la devi volere al cento per cento. Al proposito è un bene che sia rimasto Nico Gonzalez, un signor giocatore che sembra destinato a rientrare all’Atletico Madrid: lo abbiamo visto anche contro il Parma, è entrato e ha spaccato la partita”.

Chiusura con messaggio a Luciano Spalletti, restato sulla panchina dei piemontesi dopo essere subentrato in corsa nella stagione passata: “I dirigenti gli hanno messo a disposizione un gruppo in grado di fare cose molto interessanti: il tecnico toscano ha praticamente due squadre e ha il dovere di puntare in alto”.

Da oltre vent’anni Editor-in-Chief di Sportal.it si è laureato in Scienze Politiche alla Statale di Milano con una tesi su Georges Simenon. Ha scritto due libri su calciatori e allenatori italiani all’estero ("Ai confini dell’impero" e "Nuovi confini dell’Impero") e, nel 2026, "I social prima dei social". Da bimbo era certo che avrebbe giocato in serie A ma già in Seconda Categoria faticava.

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