Amaro… Montenegrino: Luciano Spalletti questa volta non brinda

Articolo di Aldo Seghedoni

Beffa su beffa per il tecnico toscano, in un Sassuolo-Juventus deciso proprio da Vasilije Adžić.

Luciano Spalletti lo aveva elogiato pubblicamente, riconoscendone qualità e potenziale, ma senza riuscire a concedergli lo spazio necessario per mettersi davvero in mostra. Ora Vasilije Adžić si è preso la sua rivincita nel modo più amaro possibile per il tecnico toscano (testimonial con Francesco Totti dell’Amaro Montenegro): decidendo Sassuolo-Juventus e regalando ai neroverdi una beffa dal sapore particolare.

Il centrocampista montenegrino ha infatti lasciato la Juventus per trasferirsi al Sassuolo in prestito fino al 30 giugno 2027. Il cartellino resta di proprietà dei bianconeri, mentre l’accordo tra le società prevede un diritto di opzione per il Sassuolo e una controopzione in favore della Juventus. Una formula che lascia aperta la porta a diversi scenari, anche perché il contratto di Adžić con il club torinese è valido fino al 30 giugno 2029, come emerge dai documenti finanziari ufficiali della società.

Quello neroverde, peraltro, non era stato l’unico club a muoversi per il classe 2006 durante l’estate. Adžić era finito anche nel mirino di Cagliari e Genoa, con i sardi che per un periodo erano sembrati in vantaggio grazie soprattutto al gradimento del tecnico Fabio Pisacane. Alla fine è stato però il Sassuolo ad assicurarsi il giovane centrocampista, inserendolo nel proprio progetto.

Una scelta maturata dopo una stagione nella quale Adžić aveva trovato pochissimo spazio alla Juventus. Appena 123 i minuti disputati in campionato, troppo pochi per permettergli di trovare continuità e mostrare pienamente il proprio talento. Eppure proprio Spalletti aveva lasciato intendere di intravedere nel montenegrino caratteristiche importanti, sottolineandone il grande piede, il motore e la struttura fisica, pur evidenziando la necessità di acquisire maggiore tranquillità nella gestione del pallone durante le partite.

Parole che assumono un significato ancora più particolare dopo quanto accaduto contro la Juventus. Adžić, del resto, aveva già dimostrato di avere una certa confidenza con i gol pesanti nei finali di partita. Nella scorsa stagione era stato proprio lui a firmare il definitivo 4-3 nel derby d’Italia contro l’Inter, trovando una conclusione potentissima che aveva messo in mostra tutte le qualità del talento balcanico.

Quella rete sembrava poter rappresentare il punto di partenza della sua avventura juventina. Il poco spazio trovato successivamente ha invece portato alla separazione temporanea e al trasferimento al Sassuolo. E proprio contro Spalletti e la Juventus, Adžić è tornato a lasciare il segno: una beffa nella beffa per chi quelle qualità le aveva riconosciute, ma non era riuscito a valorizzarle fino in fondo.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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