Il Milan ha già affidato la panchina a Ruben Amorim per le prossime tre stagioni (quattro in caso di risultati particolarmente positivi), mentre Aurelio De Laurentiis è al lavoro per costruire un Napoli sempre più competitivo in vista della nuova annata.
Il Milan ha già affidato la panchina a Ruben Amorim per le prossime tre stagioni (quattro in caso di risultati particolarmente positivi), mentre Aurelio De Laurentiis è al lavoro per costruire un Napoli sempre più competitivo in vista della nuova annata. Eppure Massimiliano Allegri resta sospeso in una situazione che avrebbe dovuto risolversi rapidamente e che, invece, continua a trascinarsi oltre ogni previsione. Il tecnico livornese è destinato a diventare il nuovo allenatore del Napoli, almeno nelle intenzioni delle parti, ma manca ancora l’ufficialità. Da Castel Volturno filtrano messaggi rassicuranti e la fiducia resta alta, ma il tempo continua a passare senza che arrivi la fumata bianca.
L’origine dello stallo va ricercata nella conclusione del rapporto tra Allegri e il Milan, una vicenda che fin dall’inizio è stata gestita sul piano legale dai rispettivi avvocati. Il 25 maggio il club rossonero ha annunciato la fine del rapporto con il proprio allenatore attraverso un comunicato ufficiale. Tre giorni dopo, il 28 maggio, Allegri ha ricevuto via PEC la comunicazione formale di licenziamento, firmata dal presidente Paolo Scaroni.
Il nodo principale riguarda il contratto ancora in essere fino al 2027. Per consentire il trasferimento al Napoli è necessaria una risoluzione consensuale. In questo contesto entra in gioco una clausola che consentirebbe al Milan di detrarre dall’ingaggio ancora dovuto ad Allegri quanto il tecnico percepirà dal suo nuovo club. In pratica, considerando che al Milan guadagnava 5 milioni di euro netti a stagione (6 in caso di qualificazione alla Champions League) e che il Napoli gli ha offerto 4,5 milioni più bonus, al club rossonero resterebbe da versare una differenza di circa 500 mila euro.
È proprio su questo punto che la trattativa si è bloccata. Allegri, verosimilmente, ritiene insufficiente questa soluzione e punta a ottenere una buonuscita più consistente. Dall’altra parte, la proprietà milanista non sembra intenzionata ad aumentare l’esborso. Il braccio di ferro ruota interamente attorno a questa distanza economica. Una situazione che, in realtà, non conviene a nessuno. Senza un accordo, il Milan sarebbe costretto a corrispondere integralmente l’ultimo anno di contratto dell’allenatore, mentre Allegri resterebbe fermo per una stagione. Uno scenario poco vantaggioso per entrambe le parti e che rende ancora più urgente trovare un’intesa definitiva.